Cronologia Brixia

Area Archeologica Capitolium
Cronologia Brixia

Caput Cenomanorum: è con questo appellativo, coniato da Polibio, che Brescia si affaccia sulla Storia, sotto il dominio della tribù celtica dei Galli Cenomani, i quali, tra il III ed il I secolo a.C., ne fanno uno dei centri più importanti del Nord Italia.
Un altro storico, Livio, ne tramanda l’immagine di centro di riferimento per i villaggi Cenomani del territorio (vicos Cenomanorum Brixiamque quod caput gentis erat), mentre per Catullo Brixia è “città madre” di Verona (“Brixia Veronae mater amata meae”).
L’incontro-scontro con Roma arriva sotto forma di un’alleanza (stretta nel 225 a.C.), in previsione della guerra contro le popolazioni galliche dell’Italia settentrionale, e successivamente di un conflitto, dal quale i Cenomani escono sconfitti (nel 197 a.C.).

Inizia così il percorso di romanizzazione di Brixia, lento e progressivo. Dal 194 a.C. la città diventa stato federato di Roma (socii foederati), con diritto di mantenere un proprio esercito. Ma sono soprattutto gli scambi e i rapporti commerciali con l’Urbe, facilitati dalla costruzione di strade di collegamento, come la Via Emilia, a favorire l’integrazione, che culmina nell’89 a.C. con la concessione del diritto latino alle popolazioni Transpadane, in seguito all’emanazione della Lex Pompeia de Gallia Citeriore.
E’ in questo contesto che a Brescia vede la luce un primo complesso urbanistico articolato nel foro, luogo di aggregazione politica e sociale, e nel santuario tardo repubblicano, risalente al I secolo a.C., rinomato come uno fra i più importanti complessi di culto dell’Italia settentrionale.
Nel 49 a.C., sotto Cesare, e negli anni successivi, Brixia acquisisce la più importante qualifica di municipium, vedendosi riconosciuto il pieno diritto romano e ottenendo la cittadinanza romana nell’ambito di appartenenza alla tribù Fabia.

Successivamente, nel 27 a.C., con l’imperatore Augusto, la città diviene Colonia Civica Augusta Brixia, titolo ufficiale che ne favorisce l’inserimento nella X Regio (Venetia et Histria).
In quest’epoca viene eretta la cinta muraria turrita lunga 3 km, che ingloba anche il colle Cidneo, e prende avvio la costruzione dell’acquedotto pubblico, secondo un modello urbanistico analogo a quello delle altre colonie romane di nuova fondazione.
Dopo le guerre alpine del 16 a.C. a Brescia si aggregano i territori della Valsabbia, le Giudicarie, il basso Sarca, la riva occidentale del Garda e la Valcamonica (quest’ultima però fino alla metà del I secolo d.C., quando diverrà res publica autonoma con l’iscrizione alla tribus Quirina).
Nel 73 d.C. l’imperatore Vespasiano, uscito vincitore dalle guerre civili del 69, e in particolare dopo la vittoria a Betriacum, presso Cremona, dà un notevole impulso all’edilizia pubblica dei centri della regione, forse a titolo di risarcimento dei danni subiti durante la guerra. A Brescia il centro monumentale della città riceve un nuovo assetto architettonico, con la costruzione del Capitolium, maestoso luogo di culto sopra il precedente santuario repubblicano, la risistemazione del foro e la basilica, cui si aggiunge, alla fine del II secolo, il teatro, con la sua capienza di 15.000 spettatori uno dei più grandi della X Regio dopo Verona e Pola.
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