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PER UNA NUOVA PINACOTECA: UN OMAGGIO AI GRANDI DONATORI

 


Da venerdì il primo riallestimento del percorso espositivo
guardando al 2017
 
PER UNA NUOVA PINACOTECA: UN OMAGGIO AI GRANDI DONATORI
I dipinti della collezione Tosio e della scuola pittorica bresciana
I vetri veneziani della collezione Brozzoni
Le stampe della collezione Tosio
 
Museo di Santa Giulia Brescia
 
 
Brescia, 17 giugno 2016 – Il Vice Sindaco e Assessore alla Cultura Laura Castelletti, il Direttore di Fondazione Brescia Musei Luigi Di Corato e il conservatore delle collezioni storico-artistiche Roberta D’Adda, hanno presentato il riallestimento del percorso espositivo della Pinacoteca Tosio Martinengo nello spazio del Museo di Santa Giulia che ospita temporaneamente le collezioni durante il periodo di ristrutturazione di Palazzo Martinengo De Barco e in coincidenza con il prestito di 32 opere per il tour europeo della mostra Brescia. The Renaissance in Northern Italy (ora esposta a Varsavia, poi ad Helsinki e infine al Rijksmuseum Twente di Enschede sino al 18 giugno 2017).
 
Per una nuova Pinacoteca: un omaggio ai grandi donatori è il nuovo percorso espositivo dedicato ai grandi collezionisti che hanno reso possibile, con il loro dono, la nascita della magnifica pinacoteca di Brescia. Il percorso apre al pubblico dal 17 giugno ed è la prima volta che viene ripensato e rinnovato dalla Fondazione Brescia Musei con l’intento di elaborare le linee generali di quello che sarà l’allestimento nella sede definitiva, la cui inaugurazione è prevista entro la fine del 2017.
 
Nello spazio del Museo di Santa Giulia il percorso viene articolato in due parti tra loro complementari. Da un lato, l’esposizione dei dipinti nell’ambito del quale è riservato particolare rilievo alla storia della Pinacoteca. Si apre con un omaggio alla collezione del fondatore, Paolo Tosio e alla sua passione per il "classicismo": accanto all’Angelo di Raffaello figura una selezione di opere dal Cinquecento all’Ottocento, testimoni dell’inclinazione del conoscitore bresciano per i classici ma anche per gli artisti a lui contemporanei, in un dialogo inedito che mette a confronto  Rinascimento e Noè-Classicismo, da Simone Cantarini ad Antonio Canova, da Fra’ Bartolomeo ad Andrea Appiani e Berthel Thorwaldsen. A seguire, una selezione delle opere che, nel tempo, i Civici Musei hanno acquisito a testimoniare la storia della scuola pittorica bresciana: non solo Moretto, Romanino e Savoldo, ma una raccolta di testimonianze atte a documentare una vicenda che ebbe il suo coronamento con l’opera di Giacomo Ceruti.
 
 
 
 
Accanto alla pittura, il percorso Per una nuova Pinacoteca presenta un elemento di notevole interesse nella sala dedicata – per la prima volta in maniera esclusiva – alla vasta selezione dei vetri veneziani donati da Camillo Brozzoni. La sua collezione, che comprendeva anche pitture, per lo più di artisti a lui contemporanei, aveva la sua parte più originale nelle raccolte di arti decorative: ceramiche, oreficerie e nielli, cammei, avori e bronzetti che costituivano nel loro insieme (come argutamente notarono i critici del tempo) “un romanzo dell’industria”. Entro tali fondi, quello dei vetri merita una particolare attenzione: paragonabile alle più importanti collezioni europee (per la precocità della sua formazione e la conseguente ricchezza di materiali eccezionali e certamente autentici), la collezione Brozzoni costituisce un vero e proprio campionario delle tecniche e delle tipologie che arricchirono la produzione vetraria veneziana tra Quattrocento e Settecento, presentando una rassegna  unica di forme, colori e decori fragilissimi e preziosi.
 



 

 
Al piano terra del Museo di Santa Giulia il 18 giugno apre anche uno spazio appena allestito allo scopo di ospitare, in un calendario di esposizioni temporanee, le collezioni di Disegni e Stampe della Pinacoteca. Il primo appuntamento sarà dedicato, in continuità con l’esposizione riservata ai dipinti, alle stampe della collezione di Paolo Tosio, parte fondamentale della donazione del conte. In particolare, questa prima mostra (che chiuderà il 18 settembre) ospita una scelta delle 111 stampe che ornavano la “Galleria delle Incisioni” progettata da Rodolfo Vantini all’interno dell’appartamento-museo disegnato per il collezionista bresciano: ricercate in maniera quasi maniacale, scelte in base alla qualità degli esemplari e alla rappresentatività all’interno di una storia dell’incisione letta come arte “sorella” della pittura e popolata di maestri e capolavori insuperati, queste stampe presentano un fedele specchio degli interessi del collezionista e del suo consulente, l’incisore tedesco Ludwig Grüner, autore del suggestivo allestimento. Dagli antichi maestri (Schongauer, Dürer, Luca di Leida, Marcantonio Raimondi) al Seicento con Rembrandt e i grandi protagonisti della stampa francese (Nanteuil, Masson, Edelinck), passando dai più grandi incisori di traduzione del Settecento europeo (Wille, Woollett, Earlom, Bartolozzi), l’esposizione in casa Tosio arrivava a comprendere i più celebrati incisori moderni, in primis Raffaello Morghen e Giuseppe Longhi. La mostra in Santa Giulia, che si basa sull’inedita ricostruzione dell’antico aspetto della Galleria documentato dagli inventari e dalle lettere intercorse tra Tosio e Grüner, dà quindi conto di una parte meno nota delle collezioni del fondatore della Pinacoteca.
 
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