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Brixia Contemporary
Le opere in Piazza della Vittoria
Le opere nel complesso monastico e nel Museo di Santa Giulia
Le opere nel Parco Archeologico di Brescia romana
Metropolitana - Stazione FS


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Mimmo Paladino - Ouverture

 
La tappa successiva è al complesso museale di Santa Giulia, dove architetture e testimonianze romane convivono con quelle longobarde, rinascimentali e via via settecentesche, creando una sintesi perfetta e armonica di stili, epoche e atmosfere.
 

Paladino e Di Corato hanno scelto questa volta di connotare in modo specifico 
i luoghi di più intensa suggestione dell’antico complesso monastico ora museale

a partire dal Chiostro di Santa Maria in Solario dove campeggia la Grande figura reclinata, bronzo dipinto del 1990.
 
 
 
Un altro grande bronzo inedito del 2016 vigilerà sul Chiostro Rinascimentale, mente la Grande Figura in vetro e acciaio del 2015 osserverà, all’interno del Coro delle Monache, la Croce del 2008 in ferro patinato, appiattita sull’antico pavimento in pietra e in dialogo co l’immensa crocifissione cinquecentesca del Ferramola cha la sovrasta.

Lo scabro nitore longobardo di San Salvatore, cuore del sito UNESCO bresciano con i suoi elegantissimi stucchi, si coniuga perfettamente con il Velario, tela dipinta del 2010, e d’altra parte con la Testa in pietra del 1992.

Un altro grande Bronzo del 2002, all’interno della Cappella di Sant’Obizio, rende tridimensionale un particolare dell’affresco del Romanino. Coinvolge la poetica presenza del Senza titolo, la celebre figura in bronzo circondata da uccellini del 2002, collocato nella Cripta.
 

Le opere accompagnano poi sin dentro le sale del Museo.

 
A cominciare dalla Sezione Preistoria e Protostoria dove le antichissime ceramiche esposte nelle teche sembrano voler accogliere due esemplari di Dormiente del 2000, in terracotta e ferro, opere che paiono eternare le forme più antiche dei manufatti museali. Poi troviamo diversi esemplari di elmi in terracotta e calce o in ferro e bronzo, materiali che sembrano il riflesso di quelli antichi esposti nel percorso museale.
 
 

Per la successiva Sezione Romana e Medievale sono stati scelti Bue Apis del 1993 e dei Vasi ermetici del 1994, rispettivamente in bronzo e ferro. Il richiamo classico è evidente anche in altri due magnifici bronzi, uno del 1999 e il secondo – il Busto con tazzina – del 2000, così come in Architettura che completa questa Sezione.

A popolare i mosaici romani delle Domus dell’Ortaglia ci saranno due figure in alluminio dipinto, del 2005, mentre tra gli affreschi sempre romani campeggerà il Cavaliere rosso, bronzo del 2007, ispirato a Marino Marini.

Accanto alla Croce di Desiderio, in Santa Maria in Solario, scrigno di Santa Giulia, ecco che le forme solenni della Cattedra di San Barbato, in ottone e bronzo, dedicata al vescovo che converti a Benevento proprio i Longobardi, dialogano con la celebre croce di Desiderio, dove i segni del potere sacro si fondono con quelli del potere temporale.



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