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Museo di Santa Giulia

La storia di Santa Giulia

 

Vergine, santa, martire. Il suo nome si trova in tutti i martirologi, compresi quelli più antichi. Nel Martirologio Geronimiano si legge: “In Corsica insula passio Sanctae Juliae”. E’ una notizia probabilmente desunta da un martirologio del V secolo almeno. La passio della santa ci è giunta in varie recensioni redatte assi più tardi delle vicende narrate.

Secondo le recensioni più antiche (secolo VII circa) - probabile opera di monaci delle isole Gorgona e Capraia - Giulia, cartaginese, fu venduta come schiava, in seguito alla presa della sua città da parte dei barbari. Durante il viaggio verso la Gallia, la nave del suo padrone Eusebio si arenò a Capo Còrso, promontorio della Corsica. Qui, mentre Eusebio partecipava ad un sacrificio pagano, Giulia fu prelevata dalla nave, torturata e crocifissa in odio alla sua fede cristiana. Per avviso celeste, il suo corpo fu trafugato dai monaci e sepolto, con tutti gli onori, nell’isola Gorgona.
Una recensione posteriore, di provenienza bresciana, aggiunge la notizia intorno alla traslazione del corpo di Giulia dall’isola Gorgona alla città di Brescia; traslazione che ebbe luogo nell’anno 763, a cura proprio del bresciano Desiderio, re dei Longobardi e di sua moglie Ansa, probabilmente per dare incremento al monastero di Benedettine da essi appena fondato (754-760).

E’ certo che le vicende del martirio di Giulia, ispirate probabilmente ad un racconto di Teodoreto di Ciro danno luogo a ogni sorta di dubbi. Già intorno alla circostanza della presa di Cartagine gli storici sono divisi, prospettando due diverse soluzioni: gli uni proponendo l’occupazione da parte dei Persiani nell’anno 616, gli altri invece sostenendo - e certo con più validi argomenti - la più celebre conquista da parte dei Vandali nel 439.
Infondate risultano pure le circostanze del martirio in Corsica, tenuto conto degli usi particolari di tempo e luogo. C’è infatti più d’uno studioso che propende a credere che anche per Giulia, come per altri martiri delle prime persecuzioni, sia sorto uno scambio, nella tradizione popolare, tra la persona e le reliquie. In questo caso Giulia, probabilmente africana, avrebbe subìto il martirio a Cartagine e soltanto le sue reliquie sarebbero giunte in Corsica, dopo il 439, ad opera di profughi della persecuzione vandalica. Si tratterebbe allora della stessa Giulia le cui reliquie già si veneravano a Cartagine, assieme a quelle di San Florenzio.
A meno che si voglia ancora pensare a un’antica martire della Corsica, uccisa nell’era delle persecuzioni e poi trasformata dalla tradizione popolare in una martire del V secolo.
 
Quello che è certo, comunque, è che le reliquie di Giulia, già trasferite dalla Corsica alla Gorgona, passarono a Brescia nel 763 e vi trovarono la loro prima sistemazione nella chiesa di San Salvatore, fatta erigere - presso l’omonimo monastero di Benedettine - dal re Desiderio e dalla regina Ansa e consacrata da papa Paolo I in quel medesimo anno.
Quando poi, sul finire del 1500, accanto a questa chiesa venne costruita quella di Santa Giulia (ora sede museale) le reliquie furono sistemate sotto l’altare maggiore del nuovo tempio (17 dicembre 1600).
Avvenuta, con la Rivoluzione del 1797, la soppressione del monastero di Santa Giulia (titolo subentrato a quello di San Salvatore verso il XII secolo) le reliquie della santa furono accolte nella vicina chiesa di San Pietro in Oliveto e, più tardi - dopo altre peregrinazioni - nella chiesa ancora più vicina del Corpo di Cristo, annessa al seminario diocesano.
Di qui le reliquie di Giulia passarono recentemente (1957) nel nuovo seminario di Brescia, intitolato a Maria Immacolata, per essere destinate poi alla chiesa parrocchiale del Villaggio Prealpino di Brescia.
 
La diffusione del culto di Giulia è legata soprattutto all’importanza grandissima, goduta per vari secoli, dal suddetto monastero bresciano, continuamente arricchito di privilegi e anche di possessi in ogni parte d’Italia. Centri particolari di tale culto, oltre all’area bresciana, devono essere considerate la Corsica e la città di Livorno che riconoscono in Giulia la loro santa patrona. Quanto a Livorno, si vuole connettere al culto di Giulia la prima chiesa del luogo, a ricordo di una sosta delle reliquie durante la traslazione dalla Gorgona a Brescia. In Corsica, poi, Giulia è onorata particolarmente a Nonza, dove una tradizione indica il luogo del suo martirio, come teatro di singolari prodigi.



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