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I capolavori. L'Angelo di Raffaello
 

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Pinacoteca Tosio Martinengo

 
In coincidenza con l’avvio dei lavori in palazzo Martinengo da Barco – la storica sede della Pinacoteca Civica, che è oggetto di un complesso intervento di adeguamento strutturale, di restauro e di riallestimento – è aperta al Museo di Santa Giulia l’esposizione “L’ospite eccellente”. Si tratta di una ricca selezione di dipinti appartenenti alle raccolte della Pinacoteca, temporaneamente qui ospitati. Con un criterio espositivo che valorizza le opere, ponendo in luce gli autori più significativi – tra i quali Raffaello, Moretto, Romanino, Savoldo e Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto – e importanti artisti di interconnessione sulla via maestra dell’intenso realismo che ha caratterizzato la pittura ed il collezionionismo bresciani. La mostra consentirà di mantenere attiva, nonostante la chiusura della Pinacoteca, la ricca offerta di attività didattiche destinate alle scuole.
 

La mostra allestita a Santa Giulia consente di compiere un percorso virtuale attraverso la storia della pittura bresciana – o eseguita a Brescia e per Brescia da importanti artisti italiani – a cominciare dal Tardogotico e fino al pieno Settecento. Le cento opere esposte a Santa Giulia trovano posto accanto ad alcuni ambienti del complesso monastico che – sempre in connessione ai lavori di palazzo Martinengo – sono stati destinati a deposito: qui sono ospitate in particolare le opere del Seicento e del Settecento, che nel corso dei prossimi mesi saranno oggetto di studio in vista della realizzazione del primo volume del catalogo generale della Pinacoteca. Tra le iniziative connesse alla temporanea chiusura del museo di piazza Moretto si segnala, inoltre, la mostra organizzata al il Museo Diocesano e intitolata “Rinascimento monumentale. Le grandi pale del Cinquecento bresciano”, che vede esposte diciassette opere di grandi dimensioni, eseguite per chiese bresciane e appartenenti al patrimonio della Pinacoteca: tra queste opere di Foppa, Romanino e Moretto.

Nel palazzo Martinengo da Barco in piazza Moretto, trova sede la Pinacoteca Civica, sorta nel 1908 dall'unione delle due gallerie costituite con i lasciti del conte Paolo Tosio (1844) e del conte Francesco Leopardo Martinengo (1883) e arricchitasi nel tempo con altri legati, con opere provenienti da chiese soppresse o edifici distrutti fino alle recenti acquisizioni. Lungo un percorso articolato in venticinque sale, è esposta una collezione tra il XIII e il XVIII secolo che vanta veri e propri capolavori, tali da porre la raccolta bresciana ai vertici non soltanto in Italia nell'ambito della pittura antica, a cominciare da dipinti di bellezza incomparabile di Raffaello Sanzio e Lorenzo Lotto. Importante e cospicua è la rappresentazione di opere di Vincenzo Foppa, caposcuola della pittura lombarda del Quattrocento, e dei maestri del rinascimento bresciano: Savoldo, Romanino, Moretto. La ritrattistica del Cinquecento offre tele di Tintoretto e Sofonisba Anguissola. Per il XVII e il XVIII sec. spiccano alcune grandi figure di aree culturali diverse (Palma il giovane, Andrea Celesti); in ambito bresciano, meritano attenzione i cosiddetti "pittori della realtà" come Antonio Cifrondi e Giacomo Ceruti detto il Pitocchetto, del quale assolutamente straordinaria per numero e qualità è la serie di opere visibili nel museo.
Non meno eccezionale è la sezione di grafica. Questa collezione, iniziata nel Settecento dal cardinale Angelo Maria Querini, si è arricchita nel corso dell'Ottocento e del Novecento. La parte più rilevante del fondo è costituita da circa trentamila esemplari, che documentano lo sviluppo dell'incisione nelle sue varie tecniche (xilografia, bulino, acquaforte, chiaroscuro, litografia) dal Quattrocento all'età contemporanea. E' da segnalare l'ampia serie dei bulini di ambito tedesco: gli esemplari antichi di Martin Schongauer e la serie pressochè completa delle opere di Albrecht Dürer. Altrettanto ricca e preziosa la sequenza delle incisioni del Cinquecento italiano, con Parmigianino, Annibale e Ludovico Carracci. La scuola olandese comprende molte opere di Luca di Leida e celebri capolavori di Rembrandt. Sono pure presenti Guido Reni e Giovanni Benedetto Castiglione detto il Grechetto. Il Settecento è ben rappresentato dalle acqueforti dei maestri veneti (Canaletto, i due Tiepolo, Piranesi). Tra gli esemplari ottocenteschi, spiccano un'edizione completa, ancora rilegata, dei Capricci di Goya e le notissime litografie satiriche di Daumier. Tra le stampe moderne di notevole valore emerge la Grande natura morta di Giorgio Morandi del 1928, considerata un capolavoro dell'incisione italiana del Novecento.