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30/03/2018

[INCONTRO PUBBLICO]
IL CASTELLO DI BRESCIA ANCORA PROTAGONISTA
TRA LE FORTIFICAZIONI E I SITI UNESCO DELLA LOMBARDIA

 
 
 
IL CASTELLO DI BRESCIA ANCORA PROTAGONISTA
TRA LE FORTIFICAZIONI E I SITI UNESCO DELLA LOMBARDIA

Un evento organizzato dall’Istituto Italiano dei Castelli Onlus
Sezione Lombardia con la collaborazione di Fondazione Brescia Musei
 
 

L’appuntamento è per giovedì 8 marzo alle ore 20 presso l’Auditorium di Santa Giulia (via Piamarta, 4). Il Castello di Brescia sarà al centro di una conferenza inserita nel ciclo di incontri “Fortificazioni e siti UNESCO di Lombardia” organizzato dall’Istituto Italiano dei Castelli Onlus. L’iniziativa tocca alcune città lombarde con una serie di incontri sulla tutela e valorizzazione del patrimonio fortificato nazionale, ed è stata ideata in seguito alla recente proclamazione del nuovo sito UNESCO “Le opere di difesa veneziane fra XVI e XVII secolo” che ha portato il tema delle fortificazioni al centro dell’attenzione del mondo culturale italiano e internazionale.
 
La tappa bresciana - a ingresso gratuito, organizzata con il patrocinio della Regione Lombardia e la collaborazione di Fondazione Brescia Musei - prevede due illustri relatori: Alessandro Brodini (professore associato di Storia dell’architettura all’Università di Firenze) proporrà l’intervento “Fortezze della Serenissima nella Lombardia veneta del Cinquecento” e Giusi Villari (presidente della sezione Lombardia e consigliere scientifico nazionale dell’Istituto Italiano dei Castelli) presenterà una riflessione dal titolo “Le fortificazioni di Brescia e l’UNESCO: quali prospettive?”.
 
Come noto, nel biennio 2018-2019, Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei saranno impegnati in uno straordinario progetto di valorizzazione del Castello di Brescia, che coinvolgerà tutta l’area, dagli edifici monumentali agli spazi verdi del parco. La conferenza di giovedì 8 marzo costituisce quindi un
importante momento di riflessione storica attorno a uno dei più affascinanti complessi fortificati d’Italia, fondamentale polo culturale e turistico della città di Brescia.





 
Di seguito gli abstract degli interventi e le biografie dei relatori.
 
Alessandro Brodini, Fortezze della Serenissima nella Lombardia veneta del ’500
L’intervento prende in esame il sistema di fortificazioni che nel corso del Cinquecento si sviluppa in quella regione storica – la Lombardia veneta – compresa tra i fiumi Mincio e Adda, un’area che già nel secolo precedente era entrata a far parte dei domini della Serenissima.
Si tratta di un vasto ed eterogeneo territorio, nell’ambito del quale Venezia deve necessariamente prevedere diverse tipologie difensive: dalla fortificazione delle grandi città di Brescia e Bergamo – con il colossale cantiere della fortezza di monte –; alle fortezze lungo il fiume Oglio, che si fronteggiano con i presidi nemici collocati sulla riva opposta del fiume, come nel caso di Orzinuovi; agli apprestamenti di pianura, come Asola o Crema – quest’ultima vera e propria enclave nel territorio milanese –; fino alle fortificazioni di lago, come Peschiera.
Il variegato apparato fortificatorio della Serenissima, che in buona parte sfrutta, aggiornandoli, gli apprestamenti difensivi ereditati dalle signorie a cui Venezia subentra, si basa su un concetto chiave elaborato nei primi anni del secolo da Andrea Gritti: i luoghi delle difese devono essere tra loro interconnessi in una fitta maglia che consenta agevoli spostamenti di truppe e di aiuti, così che se uno dei nodi della rete cade, l’integrità del resto del territorio non viene messa in pericolo. La difesa di una estesissima linea di confine che fronteggia il ducato di Milano, i Grigioni, Trento e il marchesato gonzaghesco, richiede a Venezia e ai territori sottoposti sforzi finanziari rilevantissimi, che talvolta incidono negativamente sulla prosperità economica di quei luoghi, i quali, trasformandosi in fortezze di stato, perdono la loro vivacità mercantile o artigianale. Imposti e gestiti prevalentemente al livello del governo centrale, cioè direttamente da Venezia, gli interventi fortificatori sono stabiliti, dal punto di vista strategico, da esperti uomini d’arme. Un gruppo sceltissimo di architetti e ingegneri militari conduce i lavori di costruzione direttamente sul campo e, spostandosi nei diversi cantieri delle difese, contribuisce alla diffusione di un’aggiornata cultura architettonica e militare che fa della Serenissima uno dei luoghi più all’avanguardia nell’ambito delle fortificazioni cinquecentesche.
 
Alessandro Brodini si è laureato in Architettura al Politecnico di Milano (1998) e ha conseguito il dottorato in “Storia dell’architettura e dell’urbanistica” presso l’Università Iuav di Venezia (2007).
Nel 2008 ha vinto una borsa post-dottorato presso la Bibliotheca Hertziana di Roma, dove è stato anche collaboratore scientifico fino al 2013. Ha svolto attività didattiche e di ricerca presso lo Iuav di Venezia, l’Università di Bonn e l'Università degli studi di Milano. Dal 2017 è professore associato all'Università di Firenze, DIDA.
Ha partecipato a numerosi convegni nazionali e internazionali; le sue pubblicazioni riguardano prevalentemente la storia dell’architettura del Cinquecento, con particolare riferimento a Michelangelo, l’architettura fortificata nel Cinquecento veneto, il ruolo della committenza nel Settecento; le relazioni tra la letteratura e l’architettura.
 
Giusi Villari, Le fortificazioni di Brescia e l’UNESCO: quali prospettive?
Il riconoscimento dell’Unesco va a siti di eccezionale valore universale e diventa un marchio di qualità per la promozione dei luoghi con considerevoli ricadute economiche, il rischio è però che la sovraesposizione di questi beni generi fenomeni di speculazione e ne stravolga le caratteristiche.
Il nostro Istituto svolge da oltre 50 anni attività legate allo studio e alla tutela delle fortificazioni e ha coinvolto in un progetto di approfondimento su questo tema i migliori esperti del settore.
Ben consapevoli che le fortificazioni sono storicamente, geograficamente e tipologicamente legate le une alle altre, auspichiamo che la valorizzazione di quelle dichiarate patrimonio UNESCO costituisca un traino e un modello operativo per la tutela di tutte le strutture, difensive e non, ad esse connesse. La vicinanza geografica e storico-tipologica con le fortezze di Bergamo e Peschiera, facenti parte del nuovo sito UNESCO transnazionale “Le opere di difesa veneziane fra XVI e XVII secolo”, costituisce una sfida e un’occasione di proficuo confronto.
 
Giusi Villari, è docente di Storia dell’arte presso l’IIS “M. Fortuny”  di Brescia. Laureata nel 1983 con una tesi sul Castello di Brescia è stata cultore della materia presso la cattedra di Storia dell’Architettura del Politecnico di Milano (proff. C. Perogalli e G. Colmuto Zanella) fino al 2002, attività proseguita dal 2002 al 2009 presso il DICATAM di Brescia. Si occupa di storia dell'architettura con specializzazione nello studio delle fortificazioni ed è autrice di numerose pubblicazioni sull'argomento con riferimento al territorio bresciano, lombardo e nazionale. E’ socio corrispondente dell’Ateneo di Bergamo. Nell’ambito dell’Istituto Italiano dei Castelli è consigliere scientifico nazionale, è coordinatrice dal 1993 della delegazione bresciana dell'Istituto Italiano dei Castelli, gestendo la quale ha organizzato convegni, mostre, visite guidate, nonché le annuali Giornate Nazionali dei Castelli, e dal 2017 ricopre il ruolo di presidente della sezione Lombardia.  

 
Per informazioni:
castellilombardia@gmail.com, tel. 0233104118; 3470187225
www.istitutocastelli-lombardia.org
www.facebook.com/istitutocastelli.lombardia/
www.bresciamusei.com



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