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24/01/2015

DANCE INSIGHTS - incontri sulla danza oggi

 
Dance Insights – incontri sulla danza oggi
 
Dopo il successo degli incontri de Le Storie della Danza Contemporanea della stagione 2013/2014, il percorso continua con un nuovo ciclo di incontri dedicato alla danza in relazione con le altre arti prodotto da Container 12 e affidato alla curatela di Francesca Pedroni, critico di danza del quotidiano «iI manifesto», autrice e regista per Classica HD (Sky, canale 138) e docente di Storia della danza e del balletto alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala.
Gli incontri partono da una riflessione a più voci su quali siano le relazioni che la danza, nella sua molteplicità di percorsi, instaura con il paesaggio. Paesaggio culturale, spazio abitato dal danzatore, ambiente naturale, civilizzato, tecnologico, ma anche paesaggio fisico, inerente alla qualità del movimento e allo stato del corpo. Un percorso attraverso cui interrogarsi su come la danza, nel suo confrontarsi con le possibili declinazioni dell’idea stessa di paesaggio, si relazioni con la scena, la musica, il cinema, l’architettura. Sguardi incrociati sullo spettacolo dal vivo ideato per il teatro o altri spazi, ma anche esperienze nate per presentarsi al pubblico come performance, installazione, film.
 
Gli incontri sono realizzati grazie alla collaborazione di Comune di Brescia e Fondazione Brescia Musei.
 
24 gennaio 2015 ore 11.30 | Museo di Santa Giulia
Whereabouts unknown: i paesaggi dell’anima di Jíři Kylián
Con Silvia Poletti
Pochi come Jíři Kylián, artista di straordinaria musicalità e profondità di visione che ha diretto per moltissimi anni il Nederlands Dans Theater, sanno evocare nella sua danza paesaggi umani animati da sogni, fantasie, speranze, incubi. Paesaggi 'esteriori' con i quali ha a lungo esorcizzato la nostalgia per la sua terra d'origine, Praga e l’Ex Cecoslovacchia, ma anche e soprattutto paesaggi interiori: quelli attraversati dall'angoscia e l'elaborazione del lutto; quelli della riscoperta dei valori più profondi dell'umanità, nonostante pecche e vulnerabilità. Oggi la sua arte trova una nuova modalità di sguardo attraverso il cinema: i suoi film, ambientati in spazi metafisici in cui l'essere umano risalta con tutte le sue fragilità, sono affreschi di un'umanità che si muove in lande estranee, verso una meta ancora sconosciuta, ma certa. Whereabouts unknown (luoghi sconosciuti) è il titolo di una coreografia di Kylián, scelto come immagine evocativa per attraversare il percorso artistico di un grande maestro della scena internazionale.
 
SILVIA POLETTI
Laureata in Lettere, giornalista e critico per Corriere della Sera/Corriere Fiorentino collabora a riviste specializzate italiane (Danza & Danza; delteatro.it) e straniere (Dance International; Tanz; Dance Magazine). Per i principali festival e teatri italiani e internazionali cura saggi e conferenze sul teatro di danza. In qualità di docente di Storia della Danza ha tenuto seminari e corsi all'Università di Urbino Carlo Bo, Università di Venezia Cà Foscari, Università di Siena, Università di Firenze. Membro della commissione consultiva per la danza del Ministero dei Beni e Attività Culturali nel biennio 2008/2009. Tra le varie attività editoriali ha pubblicato la monografia John Neumeier (Palermo 2004), Kylian/Ek/Neumeier (Reggio Emilia 2006) ed è tra gli autori di Storia della danza Italiana (Torino 2011).
 
I PROSSIMI INCONTRI

14 febbraio 2015 ore 11.30 | Museo di Santa Giulia
L’assoluto e lo sguardo. Bach e la danza
Con Fabio Sartorelli
 
Chiedete a un musicista chi è Bach e questi vi dirà che è l’emblema di quanto di più alto sia stato prodotto con i suoni: Bach è l’assoluto, la perfezione, e la sua musica rappresenta il perfetto punto d’incontro fra espressività e ragione. Ascoltare la musica di Bach significa avventurarsi in luoghi dove il pensiero razionale dà vita a forme immaginifiche, come capita a chi ascolti i ragionamenti di uno scienziato che descriva universi insospettabili. Proprio per questo, la sua musica è divenuta nei secoli il punto di partenza per innumerevoli e originalissime avventure sonore: dal jazz alla musica elettronica, dal rock alle più diverse combinazioni timbriche.
A differenza delle altre esperienze artistiche condotte sulla sua musica, però, la danza ha rotto un tabù che si credeva inviolabile: usare le sacre note di Bach per esplorare le risorse espressive del corpo, e unire così la mistica dell’ascolto a quella dello sguardo. 
 
FABIO SARTORELLI
Insegna storia della musica al Conservatorio G. Verdi di Como e guida all’ascolto dell’opera lirica e del balletto all’Accademia del Teatro alla Scala di Milano. Tiene regolarmente corsi e lezioni per l’Università Bocconi di Milano e l’Università Ca’ Foscari di Venezia. È stato invitato a parlare di opera e balletto dalle maggiori istituzioni italiane e straniere: Fondazione Petruzzelli di Bari, Teatro alla Scala di Milano, Teatro Nazionale dell’Opera di Bucarest e altre. Ha pubblicato testi su Puccini e Verdi ed è da quasi vent’anni direttore artistico a Varese di una stagione di concerti con ospiti internazionali come Grigory Sokolov e Viktoria Mullova.
 

14 marzo 2015 ore 11.30 | Museo di Santa Giulia
Danza come luogo di esperienza d'architettura
Con Riccardo Blumer
 
Danzare e costruire hanno una relazione evidentemente fisica con lo spazio e il tempo.
Se il luogo è un interstizio tra corpi il tempo lo è tra momenti. Riconoscere un luogo è l'esperienza di costruire un tempo. La sequenza e quindi specularmente il luogo è la grande sfida del progetto, procedura umana dell'una e dell'altra disciplina.
Presso le scuole in cui insegno (Accademia di Architettura di Mendrisio USI in Ticino, CH, e Università della Repubblica di San Marino, IUAV  a San Marino)  con futuri architetti e designers realizziamo esercizi in cui fare esperienza di queste condizioni come fondamentali e necessarie esasperando la misura del corpo umano e del suo movimento come "scala" di lettura e progetto dell'universo.
Riflessioni che si accompagneranno a video, fotografie e movimenti (anche) del pubblico.
RICCARDO BLUMER
Riccardo Blumer, si laurea al Politecnico di Milano nel 1982. Dal 1983 al 1988 lavora presso lo studio dell’architetto Mario Botta. Da allora svolge la sua attività di architetto e designer collaborando con le più importanti aziende del settore e costruendo numerosi edifici. Nel 1997 vince il premio “Design Preis Schweiz” e nel 1998 il “Compasso d’Oro”. Insegna progettazione architettonica e design presso L’Accademia di Architettura di Mendrisio dell’Università della Svizzera Italiana e il dipartimento di design dell’Università della Repubblica di San Marino, tiene regolarmente conferenze, seminari e workshop. Nel 2010 le sue sedie laleggera per Alias e Entronauta per Desalto sono state inserite nella collezione permanente del MoMA di New York. Da alcuni anni lavora in gruppo come  Blumerandfriends,  condizione in cui ha elaborato, tra l'altro, gli Esercizi Fisici di Design ed Architettura.
 

11 aprile 2015 ore 11.30 | Museo di Santa Giulia
Carolyn Carlson, per un’ecologia della scena
Con Francesca Pedroni
 
Danzatrice e coreografa trasformista, pedagoga, grande solista, Carolyn Carlson è una figura cardine della danza del Novecento. Un fisico da manuale che la fece diventare alla fine degli anni Sessanta la figura simbolo della compagnia del visionario coreografo americano Alwin Nikolais, Carlson, cresciuta in California, sulle rive dell’oceano, ma di origini finlandesi, ha sempre considerato la natura elemento portante del suo pensiero. Le sue creazioni, il suo sguardo sull’arte, il suo modo di lavorare nella danza parlano di una visione panica del rapporto tra uomo e universo che si traduce in una ipnotica ecology of stage (ecologia della scena) nella quale il paesaggio non è mai sfondo, ma condivisione con l’ambiente. Un affondo nell’arte di un grande maestro, attraverso titoli immaginifici come Blue Lady, Eau, Signes, Synchronicity.

FRANCESCA PEDRONI
Giornalista e critico di danza del quotidiano Il manifesto, è consulente per la danza, e autore e regista del canale televisivo Classica HD (Sky, canale 138), dove cura dal 2007 la serie di programmi “Danza in Scena” dedicata a grandi artisti della scena italiana e internazionale tra cui Alwin Nikolais, Bill T. Jones, Virgilio Sieni, Carolyn Carlson, Pina Bausch, William Forsythe, Roberto Bolle. È docente dal 2001 di Storia del balletto e della danza alla Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala e docente ospite al MEC, Master Eventi Culturali dell’ALMED Alta Scuola Media Comunicazione e Spettacolo Università Cattolica di Milano. Tra le sue pubblicazioni la monografia Alwin Nikolais per i tipi dell’Epos di Palermo, e Album di compleanno – 1813 – 2013 La Scuola di Ballo dell’Accademia Teatro alla Scala (Tita, 2013), da cui è nata l’omonima mostra realizzata con il sostegno dell’Accademia e dalla Fondazione Bracco.


www.container12.it



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