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24/10/2013

Le Storie della danza contemporanea

 

LE STORIE DELLA DANZA CONTEMPORANEA

31 OTTOBRE 2013 – 29 MARZO 2014

WHITE ROOM I MUSEO DI SANTA GIULIA

 
Chi sono i protagonisti della danza contemporanea degli ultimi 50 anni? Quali le influenze e le contaminazioni con il mondo dell’arte e dell’architettura contemporanee? Quali le idee che hanno rivoluzionato il modo di danzare?
Vito Di Bernardi, Patrizia Veroli, Francesca Pedroni, Maria Pia D’Orazi, Ada D’Adamo, incontrano il pubblico del Museo Santa Giulia per raccontare la storia della danza contemporanea da Merce Cunningham al fenomeno della nouvelle danse e scoprire insieme il rapporto danza, architettura, arte con contributi video provenienti da Cro.me – Cronaca e Memoria dello Spettacolo di Milano e dall’Archivio Storico della Fondazione Romaeuropa.

GLI APPUNTAMENTI
 
31 OTTOBRE 2013 – ore 19.30
MERCE CUNNINGHAM: ALLE ORIGINI DELLA DANZA CONTEMPORANEA
CON  VITO DI BERNARDI
Nato a Centralia ( Washington) nel 1919, Merce Cunningham è l’indiscusso pioniere della  post-modern dance americana e, insieme a Pina Bausch, l’icona più celebrata della coreografia contemporanea. Cunningham ha rappresentato per la danza un punto di rottura e di non ritorno, ciò che il new dada e la pop art sono stati per le arti visive e John Cage per la musica del XX secolo. Nell’incontro si approfondirà il tema del movimento inteso come pura forma che si rinnova nell’attualità della performance; saranno rievocati gli happening creati negli anni Cinquanta e Sessanta da Cunningham, Cage e Rauschenberg, eventi caratterizzati dai principi della casualità, dell’improvvisazione e della dissociazione tra suono e danza; sarà infine ricostruito il percorso artistico del coreografo americano che ha liberato la danza moderna da ogni riferimento narrativo e drammatico, aprendola al flusso ininterrotto e indeterminato del movimento della vita.
 
Vito Di Bernardi è professore associato in Discipline dello Spettacolo presso l’Università di Siena dove insegna Storie della Danza. Tra le sue pubblicazioni si segnalano i lavori su Peter Brook, Vaslav Nizinskij, Ruth St. Denis, Virgilio Sieni, il teatro e la danza di Giava e di Bali.

14 DICEMBRE 2013 – ORE 11.30
LA JUDSON CHURCH DI NEW YORK, CULLA DELLA POST MODERN DANCE
CON PATRIZIA VEROLI
 
Nei primi anni ’60 la Judson Church, una chiesa sconsacrata nel cuore del Village newyorchese, è stato un laboratorio di sperimentazioni radicali che hanno investito tutte le arti, e la danza in particolare. In un momento in cui la modern dance esplorava i simbolismi della psiche, coreografi come Yvonne Rainer, Trisha Brown, Carolee Schneeman e Steve Paxton hanno creato modi di danzare nuovi, che hanno preso il nome di postmodern dance. L’incontro si soffermerà in particolare sulle figure di Trisha Brown e Steve Paxton, ideatore quest’ultimo di una tecnica ancora oggi diffusissima: la contact improvisation.
 
Patrizia Veroli è una storica della danza free lance. Autrice di vari volumi tra cui Milloss. Un maestro della coreografia tra espressionismo e classicità (1996), e Loie Fuller (2008). Ha curato diverse pubblicazioni e mostre, tra cui Five Hundred Years od Italian Dance, Highlights from the Cia Fornaroli Collection, alla New York Public Library ( 2006, con Lynn Garafola). E’ presidente di AIRDanza.

SABATO 1 FEBBRAIO 2014 – ORE 11.30
IL TANZTHEATER DI PINA BAUSCH
LA DANZA COME RACCONTO DELL’ANIMA
CON FRANCESCA PEDRONI
in collaborazione con CLASSICA TV, CANALE 728, SKY
 
Pina Bausch ha radicalmente cambiato la scena del teatro e della danza del Novecento. Con i suoi “pezzi” creati con il Tanztheater Wuppertal, Bausch ha scrdinato il rapporto tra movimento e emozione, interiorità e racconto, gesto quotidiano e coreografia. Quell’interesse per cosa “muove le persone”, così pregnante nella motivazione del suo teatro, ha fatto sì che si creasse una visione del danzatore, non più solo interprete ma co-autore di un lungo, meraviglioso, viaggio dell’anima. Un incontro su Pina per interrogarci sulla portata umana e artistica di un repertorio che da Le Sacre du printemps a Nelken, da Bandeneon a Aqua, da Kontakhof a Vollmond non smette di risvegliare lo sguardo.
 
Francesca Pedroni, giornalista, critico di danza del quotidiano il manifesto, è autrice e regista di documentari sulla danza per Classica tv ( Sky, canale 728). Tra le sue varie pubblicazioni, di cui molte dedicate alla danza contemporanea italiana, la prima monografia europea sul coreografo americano Alwin Nikolais. Docente di storia del balletto e della danza alla Scuola di Ballo dell’Accademia del Teatro alla Scala di Milano.

SABATO 1 MARZO 2014 – ORE 11.30
GENERAZIONE BUTŌ: KAZUO ONŌ
LA FORZA INVISIBILE CHE INDOSSA L’UNIVERSO
CON MARIA PIA D’ORAZI
 
Nato negli anni Sessanta in un territorio di confine fra danza e teatro, il butō giapponese ha ampliato il concetto di danza e ha offerto al teatro un mirabile esempio di attore organico, capace di modulare la sua presenza in una completa fusione di arte e vita. In un’epoca di protesta e profondi cambiamenti culturali il butō è diventato anche un’esortazione per l’uomo comune a migliorare la qualità della sua esistenza. Di questo modo di esistere Kazuo Ōno (1906 – 2010) resta simbolo e leggenda. La sua storia porta in primo piano la visione di un corpo che si rifiuta d’essere “strumento” di comunicazione per arrivare a mostrare semplicemente se stesso. Una rivoluzione espressiva e una potente difesa della particolarità di ogni individuo nella società dei consumi e della cultura globale.
 
Maria Pia D’Orazi, è docente di Storia dello Spettacolo alla Libera Accademia di Belle Arti di Roma ( Rufa). Sulla danza butō ha scritto tra l’altro: Il corpo eretico (+ dvd), 2008; Kazuo Ōno, 2001 e Butō. La nuova danza giapponese, 1997.

SABATO 29 MARZO 2014 – ORE 11.30
LA NOUVELLE DANSE FRANCESE: UN’ETICHETTA, MOLTI AUTORI
CON ADA D’ADAMO
 
Negli Anni Ottanta del Novecento l’Europa è protagonista di una vera e propria esplosione della danza contemporanea. La Francia ne è la punta di diamante con la sua nouvelle danse, etichetta ampia che raccoglie sotto un unico ombrello le identità multiple di coreografi assai diversi tra loro: Jean-Claude Gallotta, Maguy Marin, Philippe Decouflé, Karine Saporta, Dominique Bagouet. Grazie alla lungimiranza del Governo, in pochi anni quello francese diventa un modello istituzionalizzato di produzione e diffusione della creazione contemporanea che, unico nel suo genere, conquista un nuovo pubblico in patria e all’estero, anche attraverso il linguaggio immediato e accattivante della videodanse.
 
Ada d’Adamo ha scritto e curato volumi sulla danza e il teatro del Novecento, tra i quali le monografie Danzare il rito ( Bulzoni, ’99) e Mats Ek ( L’Epos, 2002), e l’intervista Emio Greco | PC ( L’Epos, 2004).
 
 
 
LE STORIE DELLA DANZA CONTEMPORANEA
UN PROGETTO DI CAROLINA ITALIANO
A CURA DI ANNA LEA ANTOLINI
CON L’ASSISTENZA DI GIULIA PEDACE
ORGANIZZATO DA CONTAINER12 – DANZA E ARTI PERFORMATIVE
CON IL CONTRIBUTO DEL COMUNE DI BRESCIA E LA COLLABORAZIONE DELLA FONDAZIONE BRESCIA MUSEI E MUSEO DI SANTA GIULIA
 
31 OTTOBRE 2013 – 29 MARZO 2014
 
WHITE ROOM DEL MUSEO SANTA GIULIA
VIA MUSEI 81/B – 25121 BRESCIA
 
INGRESSO GRATUITO
PER INFORMAZIONI: WWW.CONTAINER12.IT
INFO@CONTAINER12.IT
 



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