MENU
 

Menu di sezione

 
Tutte le news
 

Contenuto della pagina

Tutte le news

29/09/2017

[LE RASSEGNE DELL'EDEN]
AL NUOVO EDEN IL MEGLIO DAI FESTIVAL 2017
PESARO, LOCARNO E VENEZIA: DAL 29 SETTEMBRE AL 5 OTTOBRE

 
 
 
Dal 29 settembre al 5 ottobre il meglio dai festival, ma anche le tre opere bresciane presentate alla
Mostra Internazionale del Cinema di Venezia
 
 
PESARO, LOCARNO E VENEZIA:
AL NUOVO EDEN IL MEGLIO DAI FESTIVAL 2017


Prosegue e si amplia al Festival di Locarno, alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, il progetto avviato lo scorso anno con Filmmaker Festival di Milano e Bergamo Film Meeting

 
 
 
Locarno, Venezia e Pesaro sbarcano finalmente anche al Nuovo Eden. Prosegue il progetto della Fondazione Brescia Musei - Nuovo Eden di portare sul grande schermo del cinema di via Nino Bixio le migliori produzioni che hanno partecipato e sono state premiate nei festival internazionali, iniziato lo scorso novembre con il Filmmaker Festival di Milano, proseguito poi ad aprile con il Bergamo Film Meeting e a giugno con l’assaggio dei migliori lavori presentati alla Croisette 2017.
 
Questa volta il focus è dedicato alle tre kermesse che hanno animato il cinema estivo, il Festival di Locarno, la Mostra Internazionale del Cinema di Venezia e la Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro, con un’attenzione particolare alle opere bresciane che hanno trovato spazio alla Mostra Internazionale del Cinema di Venezia: dal 29 settembre al 5 ottobre, otto saranno i film in programma, tra medio e lungometraggi, per una settimana da non perdere.
 
Si inizia venerdì 29 settembre alle ore 20.30 con IL TENTATO SUICIDIO NELL’ADOLESCENZA, un mediometraggio inedito di Ermanno Olmi, che è stato presentato come evento speciale all’interno delle Giornate degli Autori a Venezia 2017, ritrovato inaspettatamente la scorsa primavera all’interno dell’archivio della Fondazione Luigi Micheletti, ad opera di un archivista dell’Istituto Luce e di un collega della Fondazione Micheletti, e restaurato e digitalizzato poi dall’Istituto Luce. Il documentario, ritrovato dentro 4 scatole delle 1200 contenute nel Fondo, siglate semplicemente T.S., racconta i primi pionieristici anni di attività di un reparto psichiatrico d’urgenza presso il Policlinico di Milano, una struttura sperimentale per l’epoca, diretta da un grande psichiatra, Carlo Lorenzo Cazzullo. Un padiglione dedicato ai casi di emergenza per tentato suicidio, con una incidenza drammatica di adolescenti.
 

Ci sono interviste, statistiche, storie personali. Un mediometraggio in cui ritrovare, in piccolo, un sorprendente palinsesto del cinema di Olmi: per tagli, ritmi, empatia, scelta dei volti, degli sguardi.
 
La serata proseguirà poi con la proiezione di THE FIRST SHOT, il documentario italo-cinese di Federico Francioni e Cheng Yan. Il film, che alla Mostra Internazionale del Nuovo Cinema di Pesaro 2017 si è aggiudicato il premio Lino Miccichè per il miglior film in concorso e sarà proposto proprio nella versione che ha partecipato al festival ovvero in versione originale sottotitolato in italiano.
 
“The First Shot” fu quello esploso il 10 ottobre del 1911 e che diede il via formalmente alla Rivoluzione Cinese.
 
Ma cosa vuol dire essere cinesi, oggi, per un ragazzo di vent’anni, per quelli che sono nati dopo il 1989 e le fatidiche proteste di piazza represse nel sangue, per chi non ha mai vissuto una vera “partecipazione popolare” né ha mai neanche vagamente avvertito le promesse rivoluzionarie? Cosa vuol dire essere “giovani” in un paese che vuole proiettarsi nel futuro senza essere disposto a discutere il suo presente e il suo passato recente. Il premio gli è stato assegnato dalla giuria presieduta dal cineasta portoghese João Botelho e composta dall’attrice Valentina Carnelutti e dal regista Mario Brenta con la seguente motivazione: “All’improvviso una tempesta spazza via il sangue di Tiananmen.
 
La metafora è tanto grande che diventa metonimia e la metonimia è il cinema. Una cosa e l’altra. La e è fondamentale. La e è il cinema. Non c’è commento né finzione. Una via di mezzo, tutto è cinema. Noi che facciamo film ringraziamo due giovanissimi cineasti che ci mostrano che il cinema è ancora possibile. Grazie”.
 
 

Lunedì 2 ottobre alle ore 21 invece verrà proiettato in sala il documentario con cui Nicola Zambelli ha testimoniato il progetto Art Trailer – se fosse una canzone, il progetto di alternanza scuola lavoro ideato dalla Fondazione Brescia Musei, in collaborazione con il Liceo Calini e l’ordine degli Architetti di Brescia, premiato lo scorso 9 settembre dalla Giuria dei Premi Filmagogia, Fondazione Augusta Pini e Media Archive Venezia 2017 della Fondazione Filmagogia, che ha deciso di assegnare all’opera la Menzione Speciale Filmagogia “Formazione” Venezia 2017. La serata proseguirà poi con il film MADAME HYDE, di Serge Bozon, un film con cui un’incredibile Isabelle Huppert, elegante, intensa e meravigliosamente ambigua ha vinto il Pardo per la migliore interpretazione femminile a Locarno 2017. La signora Géquil è un’insegnante eccentrica e riservata, sull’orlo del collasso nervoso. I colleghi e gli studenti non la rispettano, al contrario la sua presenza in classe ma anche nel liceo stesso non è che accessoria. Durante un violento temporale Madame Géquil viene colpita da un fulmine e perde i sensi. Al suo risveglio qualcosa in lei è cambiato, ma cosa? Il suo lato scuro (Madame Hyde) si è forse improvvisamente svegliato? Riuscirà a domare questa sua nuova e sorprendente energia? Bozon si appoggia per il suo nuovo film sul romanzo di Robert Louis Stevenson ma questa volta è una donna a incarnare il bene e il male, la sottomissione e l’affermazione di sé. Madame Hyde è un personaggio femminile che va oltre i cliché dell’insegnante introversa e sottomessa tutta fragilità e insicurezze. Certo, Madame Géquil non sembra, soprattutto all’inizio del film, un’eroina pronta a divorare il mondo ma è proprio questa sua apparente sottomissione agli eventi a rendere la sua trasformazione finale grandiosa. La sua è una presa di coscienza delle risorse che ancora la animano.
 
Mercoledì 4 ottobre alle 21 verrà presentato in sala DID YOU WONDER WHO FIRED THE GUN? di Travis Wilkenson, il film che ha vinto la Menzione Speciale della Junior Jury a Locarno 2017. Alabama, 1946. S.E. Branch, un razzista del sud degli Stati Uniti, e il bisnonno del regista, Travis Wilkerson, uccisero Bill Spann, un nero. Dell’assassinio si bisbiglia nella tradizione familiare e Wilkerson decide di svelare il mistero, ma incontra molte resistenze, distruzione di prove, nessuno che voglia parlarne. Viene accusato di voler gettare la famiglia nella vergogna, rimestando vecchie storie che nessuno vuole più sentire. Ben presto anche la sua vita sarà in pericolo. C’è la storia degli eroi, e poi c’è la storia delle persone. Questa è in sostanza la premessa imprescendibile da cui vuole partire Travis Wilkerson per iniziare il suo diario, un percorso in grado di tracciare la cronologia delle sue ricerche e farle convergere nella storia del razzismo del sud degli Stati Uniti dove tutt’oggi si vivono episodi di forte discriminazione.
 
La rassegna si concluderà giovedì 5 ottobre con due opere in programma: L’ATTRAZIONE GRAVITAZIONALE DEL PROFESSOR D., del regista bresciano Marco Santi, finalista della sezione I Love G.A.I alla Mostra Internazionale dei Cinema di Venezia 2017, prodotto dalla casa di produzione bresciana 5 e 6 e a seguire TEMPORADA DE CAZA, di Natalia Garagiola che si è aggiudicato il Premio del Pubblico della Settimana della Critica sempre a Venezia 2017.
Il professor D. è un professore di fisica che conduce un’esistenza banale e ordinaria benché sia ossessionato dai ricordi di un passato torbido che gli impediscono di condurre una vita serena. L’uomo vive sulla sua pelle, al confine tra realtà e follia, il peso atroce di un amore impossibile.
 
Il film ha partecipato al concorso I Love GAI – Giovani Autori Italiani, nato da un’iniziativa SIAE - Società Italiana degli Autori ed Editori in collaborazione con Lightbox. Diciannove i nomi emergenti nel panorama del nuovo cinema italiano di questa edizione, tutti under 40 scelti dal comitato di selezione tra quasi 200 film candidati.
 
TEMPORADA DE CAZA racconta invece la vicenda di Ernesto, una rispettata guida di caccia che vive in Patagonia con la sua nuova famiglia. In seguito alla morte della prima moglie, l’uomo è costretto a ospitare il figlio, Nahuel, che non vede da oltre dieci anni. Messo di fronte al passato che si era lasciato alle spalle, Ernesto cerca di contenere le esplosioni di violenza del giovane. Immersi in una natura ostile, il risentimento cederà il passo a un possibile rapporto fra i due uomini. Il loro ritrovarsi li porterà a confrontarsi con la loro capacità di uccidere e perdonare.
 
Dal 29 settembre al 1 ottobre sarà invece in programma L’ORDINE DELLE COSE, di Andrea Segre, una proiezione speciale di un film anch’esso presentato a Venezia 2017.
 
Corrado è un alto funzionario del Ministero degli Interni italiano specializzato in missioni internazionali contro l’immigrazione clandestina. Il Governo italiano lo sceglie per affrontare una delle spine nel fianco delle frontiere europee: i viaggi illegali dalla Libia verso l’Italia. La missione di Corrado è molto complessa, la Libia post-Gheddafi è attraversata da profonde tensioni interne e mettere insieme la realtà libica con gli interessi italiani ed europei sembra impossibile. Corrado, insieme a colleghi italiani e francesi, si muove tra stanze del potere, porti e centri di detenzione per migranti. La sua tensione è alta, ma lo diventa ancor di più quando infrange una delle principali regole di autodifesa di chi lavora al contrasto dell’immigrazione: mai conoscere nessun migrante, considerarli solo numeri. Corrado, invece, incontra Swada, una donna somala che sta cercando di scappare dalla detenzione libica e di attraversare il mare per raggiungere il marito in Europa. Come tenere insieme la legge dello Stato e l’istinto umano di aiutare qualcuno in difficoltà? Corrado prova a cercare una risposta nella sua vita privata, ma la sua crisi diventa sempre più intensa e s’insinua pericolosa nell’ordine delle cose.
 
“Quella di Corrado è la condizione di molti di noi in quest’epoca che sembra aver metabolizzato l’ingiustizia” commenta il regista. “La tensione tra Europa e immigrazione sta mettendo in discussione l’identità stessa dell’Europa. Corrado e la sua storia raccontano questa crisi d’identità. Ho cercato in lui, nel suo ordine e nella sua tensione emotiva, quelle della nostra civiltà e del nostro tempo. Sappiamo bene quanto stiamo abdicando ai nostri principi negando diritti e libertà a essere umani fuori dal nostro spazio, ma proviamo a non dircelo, o addirittura a esserne fieri. È questa crisi che mi ha guidato eticamente ed esteticamente nel raccontare il mondo di Corrado, un mondo tanto rassicurante quanto inquietante”.
 
 
Per informazioni Nuovo Eden: 030.8379404, info@nuovoeden.it
 
 



«  Tutte le news