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20/11/2021

IL SENSO DEL NUOVO. LATTANZIO GAMBARA, PITTORE MANIERISTA

 

 


IL SENSO DEL NUOVO. LATTANZIO GAMBARA, PITTORE MANIERISTA

20 novembre 2021 - 20 febbraio 2022 

Museo di Santa Giulia



Una mostra che, attraverso alcuni importanti prestiti dagli Uffizi di Firenze, dai Musei Reali di Torino e dalla collezione BPER, presenta a Brescia il pittore manierista in una versione inedita e “sacra”, rispetto alla sua più nota fama “profana”. Un dipinto “perduto e ritrovato”, una nuova attribuzione a Gambara confermata anche grazie a un recente restauro. Un progetto di Fondazione Brescia Musei, a cura di Marco Tanzi.

 
Il recente acquisto da parte di Fondazione Brescia Musei di una pala d’altare per la collezione della Pinacoteca Tosio Martinengo, porta con sé un’inedita attribuzione a Lattanzio Gambara (1530-1574) e diventa occasione per un nuovo progetto espositivo, alla riscoperta di un pittore che ha saputo unire le più avanzate ricerche del Manierismo alle tradizioni locali. 
 
Il senso del nuovo. Lattanzio Gambara, pittore manierista, a cura di Marco Tanzi, è una mostra-dossier che racconta la personalità eclettica del maestro bresciano: dalla sua produzione di affreschi con soggetti profani (strappati dalle case di corso Palestro a Brescia) fino alle opere, meno note, di soggetto sacro, tra cui Compianto su Cristo morto con i Santi Bartolomeo e Paolo (1570-74 circa), acquistato appunto da Fondazione Brescia Musei agli inizi del 2021 e ora, per la prima volta, presentato al pubblico.
 
 
Originariamente collocata nella Chiesa di San Bartolomeo a Brescia, la grande tela del Compianto andò dispersa a seguito delle soppressioni napoleoniche, e solo di recente è riapparsa nel mercato antiquario come opera “di scuola cremonese”. Gli studi di Tanzi hanno ricondotto con certezza alla paternità di Gambara, un’attribuzione importante per il patrimonio collezionistico e la ricerca che la Pinacoteca dedica all’artista, del quale possiede diverse opere, tra cui, in mostra, l’Autoritratto del 1561-62 e i già citati affreschi strappati di soggetto profano. Lo stringente legame con le collezioni della Pinacoteca – dove a Gambara è affidato il ruolo di rappresentare il Manierismo, con le sue bizzarrie e le sue contaminazioni linguistiche sovraregionali – è ribadito anche
dalla scelta di collegare il biglietto della mostra in Santa Giulia a quello della Tosio Martinengo, in un’ideale continuità di visita che sottolinei il ruolo del Museo e delle raccolte permanenti all’interno dei programmi e delle iniziative della Fondazione.
 
 
La mostra contribuisce quindi a far luce su Gambara, celebrato da Vasari come “il miglior pittore che sia in Brescia”, evidenziandone l’importanza nel panorama artistico della metà del XVI secolo nell’Italia settentrionale. Un autore identitario ma al contempo aperto e ricettivo verso i grandi cambiamenti artistici dell’epoca, aggiornato sui maestri e sui cantieri presenti a Cremona, Mantova, Parma, Verona e Venezia, e in grado di assimilare la lezione di Correggio, Giulio Romano, Parmigianino e Paolo Veronese.
 
Il percorso, articolato in due sezioni, accompagna il visitatore alla scoperta dell’evoluzione delle scelte stilistiche di Gambara, nel tempo sempre più consapevoli e articolate, dalle opere giovanili e profane fino a quelle sacre della maturità, mettendo a confronto il ritrovato Compianto con alcuni preziosi prestiti come il Trasporto di Cristo nel sepolcro da Musei Reali di Torino, restaurato per l’occasione e qui attribuito per la prima volta a Lattanzio Gambara, e la Deposizione di Vincenzo Campi proveniente da Gallerie degli Uffizi, ispirata all’opera più conosciuta (e più riprodotta) di Gambara, ovvero la Deposizione nel sepolcro della chiesa di San Pietro al Po a Cremona.
 
Arricchisce infatti la ricostruzione del Gambara come pittore di opere su tela, una Conversione di Saulo dipinta per San Benedetto al Polirone, dove l’artista lavorò al fianco di Paolo Veronese: per la mostra il dipinto ha eccezionalmente lasciato le sale di Palazzo Martinengo Villagana a Brescia, dove è custodito insieme ad altre opere raccolte dal Banco di Brescia e recentemente acquisite da BPER Banca che sta costruendo un importante percorso di valorizzazione.
 

 

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 INFORMAZIONI E PRENOTAZIONI


Orari e biglietti: da martedì a domenica dalle 10 alle 18.
Chiuso il lunedì, ad eccezione di quelli festivi.
Il biglietto di ingresso alla mostra dà diritto all'ingresso gratuito in Pinacoteca Tosio Martinengo e viceversa.
Si ha inoltre diritto a una riduzione sul biglietto d'ingresso al Museo di Santa Giulia (€ 7,50 anziché € 10,00) 
Costi: 8,00 euro biglietto intero ; 6,00 euro ridotto gruppi e convenzioni (gruppo da 10 a 20 visitatori, abbonati Trenord, socio Touring Club Italiano, Abbonamento Musei Torino Piemonte, Membro Alleanza Cultura); 4,50 euro ridotto (14-18 anni, over 65, studenti universitari e accademie) ; 3,00 euro ridotto scuole e bambini 6-13 anni.

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