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04/07/2015

VISITA ALLA MOSTRA EXPO 1904. BRESCIA TRA MODERNITA' E TRADIZIONE

 
Un mostra epocale in concomitanza con EXPO 2015 e nel quadro di un vasto programma di valorizzazione del Cidneo

EXPO 1904. Brescia tra modernità e tradizione
Dal 29 maggio al Piccolo Miglio una mostra per illustrare e documentare l’Esposizione in Castello del 1904 e il clima culturale della Brescia Liberty

PROROGATA AL 15 FEBBRAIO 2016
 
 
Tutti i sabati 
VISITA SPECIALE ALLA MOSTRA
Ore 15.30 (durata 1,30 ore) - Nel contesto delle iniziative programmate a Brescia durante il semestre EXPO Milano 2015, è allestita nelle sale del Piccolo Miglio la mostra EXPO 1904. Brescia tra modernità e tradizione, dedicata alla grande esposizione che si tenne nel 1904 nell’area del Castello. La mostra documenta la commistione tra aperture alla modernità e tributi alla tradizione che caratterizzava il clima culturale e produttivo della città di allora.  L’esposizione fu anche l’occasione per avviare ingenti lavori di riqualificazione di questo significativo spazio cittadino.
Biglietti € 7,50 intero; € 4,50 ridotto convenzioni, gruppi, 14-18 anni, over 65, Desiderio card, Abbonamento Musei Lombardia Milano, Brescia card, soci ICOM, guide turistiche;€ 3,00 ridotto (dai 6 ai 13 anni; scuole).
 

Le visite verranno attivate al raggiungimento di minimo 10 partecipanti paganti
PRENOTAZIONI 
CUP 030.2977833-834

Nel contesto delle iniziative di promozione del patrimonio artistico e culturale della città in concomitanza con EXPO2015 e nel quadro di un vasto programma di valorizzazione del Castello, il Comune di Brescia e la Fondazione Brescia Musei – con la Fondazione Ugo Da Como di Lonato del Garda, la Fondazione Negri di Brescia e in collaborazione con la delegazione bresciana del FAI –  dedicano una mostra all’Esposizione di Brescia che si tenne nel 1904 proprio nell’area del Castello.
 
Evento eccezionale per ampiezza e per dispiegamento di risorse, l’Esposizione svolse un ruolo decisivo nella ridefinizione di Brescia come città industriale e pienamente inserita nel processo di sviluppo moderno, celebrando i risultati raggiunti dalla provincia bresciana con un evento spettacolare di cui i bresciani non avevano mai avuto esperienza e che prolungò i suoi effetti per diversi anni a venire.
 
Ospitata preventivamente in Castello, l’esposizione era articolata in quattro sezioni: agraria e industria, previdenza, armi e sport e infine arte sacra.

La città effimera edificata sul colle Cidneo influenzò profondamente il gusto architettonico provinciale, favorendo l’affermazione del Liberty e decretando il successo personale del giovane ingegnere e architetto Egidio Dabbeni (1873-1964), il cui studio professionale ebbe larga fortuna nei decenni successivi, e del pittore Giuseppe Trainini (1872-1940) che, forte dell’esperienza maturata all’Esposizione di Parigi del 1900, ebbe un ruolo rilevante nell’esecuzione delle decorazioni in stucco, replicate abbondantemente nelle commesse private e pubbliche che ricevette in seguito.
 
Si crearono proprio in questa occasione, fra l’altro, i presupposti affinché il Castello ospitasse a pochi anni di distanza un altro evento straordinario, l’Esposizione internazionale di applicazioni dell’elettricità del 1909, e diventasse sede di istituzioni permanenti quali il Museo del Risorgimento nel 1904 e il Giardino zoologico nel 1912.
 
La mostra illustra l’Esposizione, documentando la commistione tra aperture alla modernità e tributi alla tradizione che caratterizzava il clima culturale e produttivo della città di allora.
 
Il percorso espositivo è scandito dalla documentazione fotografica, con una ricca selezione di immagini stampate da lastre originali conservate presso la Fondazione Negri, partner imprescindibile dell’evento, e presso l’Archivio Fotografico dei Civici Musei d’Arte e Storia. Tali materiali documentano tanto le architetture effimere progettate da Dabbeni, quanto i padiglioni, gli stand e le merci, nonché la presenza dei visitatori in luoghi del Castello tuttora riconoscibili. A ulteriore arricchimento di questa parte più propriamente storica, vi è una sezione dedicata al Castello, che proprio per l’occasione fu acquistato dal Comune dal Demanio militare e restituito alla cittadinanza grazie anche ai restauri di Giovanni Tagliaferri.
 
Una delle caratteristiche di maggiore modernità dell’esposizione è messa in evidenza nella sezione dedicata agli strumenti di comunicazione: manifesti, cartoline, diplomi, medaglie e pubblicazioni e alla larga eco che la manifestazione ebbe sulla stampa non solo locale.

Il dialogo tra modernità e tradizione, caratteristica pregnante del clima culturale della Brescia di inizio secolo, emerge con evidenza nella parte conclusiva della mostra, che ospita una selezione delle opere esposte nel 1904 nel padiglione di Arte Moderna – curato dalla Associazione per l’Arte in Famiglia – e di quelle ospitate nella sezione dell’Arte Sacra, presso il Duomo Vecchio. L’affermarsi del Modernismo nel gusto locale – documentato da un importante mobile dell’ebanista bresciano Costantino Zatti – andava di pari passo con la produzione artigianale in stile, ispirata ai manufatti della tradizione bresciana del Medioevo e del Rinascimento.
 
La mostra commemora infine, con una suggestiva selezione di immagini e oggetti, la prima della Madama Butterfly di Giacomo Puccini, la cui prima della nuova versione, dopo l’insuccesso al Teatro alla Scala del 17 febbraio, aprì trionfalmente al Teatro Grande il 28 maggio l’Esposizione.
 
 
Non poteva certo mancare il risvolto tecnologico. Per l'inaugurazione avvenuta venerdì 29 maggio, grazie alla collaborazione con kolektio.com, i visitatori hanno partecipato attivamente all’iniziativa con i propri smartphone. Scaricando l’app Kolektio da App Store o da Play Store, e inserendo il codice “Expo1904”, basta scattare le proprie fotografie per contribuire, grazie agli inediti e personali punti di vista di ciascuno, a creare l’album collettivo “live” dell’inaugurazione.
Tutte le fotografie sono state visibili automaticamente e in diretta sul sito www.bresciamusei.com.

 




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