15 Ottobre 2019 / 24 Febbraio 2020

Carolina Lera Brozzoni in veste di Flora, opera di Giovanni Franceschetti, protagonista della seconda tappa di PTM Andata e Ritorno.

Il progetto

Carolina Lera Brozzoni in veste di Flora fu commissionata al bresciano Franceschetti (allora nemmeno trentenne) da Camillo Brozzoni, il collezionista e mecenate la cui memoria è più volte richiamata nelle sale della Pinacoteca: a lui si deve infatti la notevole e ricca collezione di arti decorative dalla quale provengono buona parte degli oggetti preziosi esposti nelle vetrine del Museo, a cominciare dai vetri veneziani, nonché alcune opere di arte antica come il Ritratto di canonico lateranense di Sofonisba Anguissola.

Carolina Lera Brozzoni in veste di Flora

Flora è un potente omaggio alla scultura classica e all’ideale della bellezza e delle virtù femminili. La donna non è una musa del passato ma Carolina Lera, moglie del collezionista Camillo Brozzoni. La scelta di presentarla come la dea Flora, con corona di fiori e camelia, richiama l’interesse che Brozzoni e la consorte condividevano per la botanica.  L’opera consente quindi di allargare la riflessione alla parte scientifica delle raccolte di Brozzoni e, in particolare, al grande parco che aveva creato presso la sua villa in località Borghetto, vicino a Porta San Nazaro (attuale via Corsica). Anche la villa e il giardino – con le serre e la collezione delle piante rare e delle camelie – erano parte del legato con il quale Brozzoni lasciò alla Città le sue raccolte artistiche. Attraverso la simbolica presenza di questa Flora si riannoda quindi, idealmente, il legame con una parte perduta della cultura bresciana dell’Ottocento.

PTM Andata e Ritorno

PTM Andata e Ritorno è il progetto di Fondazione Brescia Musei che trasforma le “partenze” collegate alle richieste di prestito in “arrivi” di opere ospiti: un’occasione per accogliere nelle sale della nuova Pinacoteca capolavori che dialoghino con la collezione permanente.

La seconda tappa di PTM Andata e Ritorno ha avuto come protagoniste due opere delle collezioni civiche: la statua di Giovanni Franceschetti, “Carolina Lera Brozzoni in veste di Flora”, esposta nella sala XXI della Pinacoteca in assenza del “Busto di Eleonora d’Este” di Antonio Canova, prestata alla Galleria di Arte Moderna GAM di Milano per la mostra “Canova. Le teste ideali” (24 ottobre 2019 – 18 febbraio 2020), e l’opera di Luigi Basiletti, Niobe, posta in relazione con quattro dei nove disegni preparatori a essa collegati conservati nelle collezioni cittadine, ospitata nella sala XX della Pinacoteca, sostituendo le sculture di Thorvaldsen e l’Ebe di Gaspare Landi prestiti alle Gallerie d’Italia per la mostra “Canova e Thorvaldsen. La nascita della scultura moderna” (24 ottobre 2019 – 15 marzo 2020).

Entrambe le opere protagoniste di questa seconda tappa – curata da Roberta D’Adda, conservatore di Fondazione Brescia Musei, insieme ai contributi di Bernardo Falconi, storico dell’arte che ha eseguito le ricerche su Niobe, e Alessio Costarelli, storico dell’arte che ha eseguito le ricerche su Flora – hanno rappresentato una variazione rispetto alla prima edizione del progetto, in quanto non provenienti da un altro museo ma dai depositi della Fondazione. Entrambe conoscono oggi nuova luce, grazie anche ai contributi privati: la statua di Franceschetti, scelta in virtù della sua bellezza e della sua rappresentatività, è stata restaurata grazie al contributo raccolto dall’Associazione ex Dirigenti del Gruppo Banca Lombarda e Piemontese – che ricordiamo ha sostenuto il restauro del Laocoonte di Luigi Ferrari, per l’opera di Luigi Basiletti Niobe si ringrazia invece Intesa Sanpaolo.