19 Maggio 2023 / 07 Gennaio 2024

La mostra a cielo aperto propone una passeggiata tra le sculture animalier di Davide Rivalta all’interno delle aree verdi del Falcone d’Italia. Lo scultore piemontese gioca sulla casualità dell’incontro tra esseri umani e animali, evocando un paesaggio lontano e selvaggio, in contrasto con la quotidianità del vissuto. Sarà così richiamato anche il ricordo del Giardino Zoologico, attivo a ridosso dell’area fortificata tra il 1912 e il 1988. L’esposizione sarà un’occasione unica per ammirare sculture inedite, realizzate appositamente per il Castello di Brescia.

Informazioni e Prenotazioni
Il servizio di prenotazione risponde tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00

La mostra

Prodotto da: Comune di Brescia,  Fondazione Brescia Musei, Alleanza Cultura

A cura di Davide Ferri

L’esposizione vuole essere un ponte tra l’inizio della carriera di Rivalta e il suo attuale successo internazionale. I gorilla, la prima serie di animali realizzata dallo scultore, assurgono a simbolo del suo esordio. Rimodellati dopo vent’anni, i nuovi gorilla del Castello – insieme a oranghi, scimpanzé e babbuini – chiuderanno il cerchio della sua evoluzione artistica. Il Castello, in questo modo, diventerà la fortezza delle grandi scimmie antropomorfe. Ogni famiglia occuperà una specifica zona del parco e accompagnerà lo spettatore in un percorso di esplorazione del Castello.

L’artista

Davide Rivalta (Bologna, 1974) è un artista di caratura internazionale, le cui opere sono ospitate in musei di tutto il mondo ed esposte permanentemente in molti spazi pubblici italiani ed europei. Lo straordinario lavoro di Rivalta intende favorire l’incontro tra gli spettatori e gli animali, ritratti nell’unicità dei loro gesti. La sua opera si compone di tre elementi principali: i materiali, gli animali e i luoghi. Il materiale solitamente utilizzato dall’artista è il bronzo, che conferisce un colore peculiare alle sculture. Le opere rappresentano corpi di animali veri, che Rivalta ha incontrato in cattività, dunque sradicati dal loro ambiente naturale. Lo spazio entro cui sono posizionati, invece, è solitamente un paesaggio plasmato dall’uomo, che vuole restituire libertà e dignità agli animali.