Focus Lars von Trier
Dal 29 Luglio 2025 a 23 Settembre 2025
Dopo la "trilogia europea”, arrivano al cinema i tre film che hanno lanciato il regista danese Lars Von Trier nel panorama cinematografico internazionale, in versione restaurata.

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«Forse l’unica differenza tra me e gli altri è che ho sempre preteso di più dal tramonto» Lars von Trier
Dopo un primo focus su “La trilogia europea” torna al Nuovo Eden un approfondimento sul regista danese Lars von Trier.
Tre opere centrali della sua filmografia, quelle che hanno lanciato il regista nel panorama del cinema internazionale arrivano al Nuovo Eden in versione restaurata.
È il 1996 quando Lars von Trier si impone definitivamente sulla scena internazionale con Le onde del destino, presentato in concorso al Festival di Cannes e vincitore del Grand Prix della Giuria. Ambientato in una Scozia cupa e profondamente religiosa, il film racconta la storia di Bess, una giovane donna ingenua e devota, disposta a sacrificarsi per amore, fino alle estreme conseguenze. La pellicola inaugura quello che sarà definito il suo “periodo del martirio femminile”, ponendo al centro una figura femminile che affronta la violenza del mondo con una purezza che la rende santa e vittima allo stesso tempo.
Quattro anni dopo, nel 2000, von Trier firma Dancer in the Dark, interpretato dalla musicista islandese Björk, che riceve la Palma d’Oro a Cannes. Il film è un musical atipico e straziante che racconta la storia di Selma, un’operaia cieca nell’America degli anni ’60, che cerca di mettere da parte i soldi per salvare la vista del figlio. Tra melodramma, critica sociale e stilizzazione radicale, il film esplora la crudeltà istituzionale e il sacrificio come unica via di salvezza morale.
Infine, nel 2003, arriva Dogville, primo capitolo di una trilogia mai completata dedicata all’America. Ambientato in un villaggio fittizio rappresentato come una pianta teatrale priva di scenografie, il film segue le vicende di Grace (Nicole Kidman), fuggitiva che viene accolta da una piccola comunità, dove ben presto la solidarietà iniziale si trasforma in sfruttamento, violenza e tradimento. Con un’estetica spoglia e una narrazione feroce, Von Trier mette a nudo le dinamiche del potere e dell’ipocrisia.
I tre film non costituiscono una trilogia narrativa in senso stretto, ma sono legati da una forte coerenza tematica e stilistica. Il fulcro è la figura della donna sacrificale, icona tragica che attraversa il dolore fino all’annientamento. Le protagoniste di Von Trier non sono mai semplici vittime: sono martiri che, attraverso il proprio sacrificio, smascherano la brutalità delle convenzioni sociali, religiose e morali.
Il regista: Lars von Trier
Regista e sceneggiatore, è uno degli autori più controversi del panorama cinematografico contemporaneo. Anticonformista e provocatorio, sfrutta le potenzialità del linguaggio filmico attraverso un cinema innovativo e sperimentale, che indaga la violenza e il lato oscuro dell’animo umano. Ipocondriaco e affetto da diverse fobie, soffre di lunghi periodi di depressione che influenzano le sue opere. Si aggiunge arbitrariamente il “von” nobiliare, come fecero Erich von Stroheim e Josef von Sternberg, due autori che stima moltissimo. Esordisce con L’elemento del crimine (Forbrydelsens element, 1984), viaggio allucinato tra distopia, omaggi a Kafka e atmosfera espressionista, primo capitolo di una trilogia sull’Europa proseguita con Epidemic (1987) ed Europa (1991).
A metà anni Novanta fonda, insieme al collega Thomas Vinterberg, il movimento cinematografico Dogma 95, basato su un decalogo di precise regole espresse in un manifesto programmatico. Tra i suoi film che aderiscono a questa corrente, seppur in maniera spuria, ci sono Le onde del destino (Breaking the Waves, 1996), meravigliosa opera spirituale e pessimista, Gran Premio della Giuria al Festival di Cannes, e Dancer in the Dark (2000), straordinario musical sui generis, vincitore della Palma d’oro a Cannes, con una memorabile Bjork protagonista (migliore attrice sempre a Cannes).
Tra le opere successive, occupano una posizione di rilievo Dogville (2003) con Nicole Kidman, il film-scandalo Antichrist (2009), Melancholia (2011) e La casa di Jack (The House That Jack Built, 2018), summa di tutta la sua poetica. (Fonte: LongTake.it)




