Dal 01 Settembre 2026 a 22 Ottobre 2026

Cinque film per attraversare l’opera di Wim Wenders, uno dei grandi autori del cinema europeo e mondiale. Dalla Germania degli anni Settanta all’America dei primi Duemila, la rassegna In viaggio con Wim Wenders riporta sul grande schermo cinque titoli fondamentali della sua filmografia: Alice nelle città, L’amico americano, Lisbon Story, The Million Dollar Hotel e Non bussare alla mia porta. Un itinerario tra strade, città, incontri, solitudini e paesaggi interiori, per riscoprire un cinema capace di trasformare il viaggio in esperienza esistenziale, poetica e sentimentale.

«Faccio film per scoprire qualcosa che non sapevo, un po’ come un detective» Wim Wenders

In viaggio con Wim Wenders

Cinque capolavori da riscoprire: Alice nelle città, L’amico americano, Lisbon Story, The Million Dollar Hotel, Non bussare alla mia porta

C’è un cinema che nasce dal movimento, dall’attraversare i luoghi e dall’abitare il tempo. Un cinema fatto di strade, visioni, attese, incontri e smarrimenti, in cui il viaggio non è mai soltanto uno spostamento nello spazio, ma una forma di conoscenza, di ricerca e di trasformazione.

Il Nuovo Eden dedica una rassegna a Wim Wenders, regista, sceneggiatore, produttore, fotografo e autore tra i protagonisti del Nuovo Cinema Tedesco e tra le figure più importanti del cinema contemporaneo. Attraverso cinque opere realizzate tra gli anni Settanta e i primi anni Duemila, il percorso invita a riscoprire sul grande schermo alcuni titoli essenziali della sua filmografia: Alice nelle città, L’amico americano, Lisbon Story, The Million Dollar Hotel e Non bussare alla mia porta.

Il viaggio comincia con Alice nelle città, primo capitolo della celebre Trilogia della strada e film che lo stesso Wenders ha spesso indicato come il suo vero esordio artistico. Tra America ed Europa, l’incontro tra il giornalista Philip Winter e la piccola Alice diventa il punto di partenza di un cinema fondato sul movimento, sull’osservazione poetica della realtà e sulla fragilità dei legami.

Con L’amico americano, tratto da Il gioco di Ripley di Patricia Highsmith, arriva la consacrazione internazionale: un noir sospeso tra Europa e America, con Dennis Hopper e Bruno Ganz, in cui il thriller si apre a una riflessione sull’ambiguità morale, sull’amicizia, sul doppio e sulla contaminazione tra immaginario europeo e cinema americano.

Negli anni Novanta, Lisbon Story segna una nuova fase del cinema di Wenders: un omaggio alla città di Lisbona e, insieme, una meditazione sul suono, sulle immagini e sulla natura stessa del cinema. Realizzato per il centenario della nascita del cinema, il film conserva ancora oggi una sorprendente attualità, anche nella sua idea di un’Europa aperta, attraversabile, senza confini.

Con The Million Dollar Hotel, premiato con l’Orso d’Argento alla Berlinale, Wenders torna invece nell’America urbana e marginale, costruendo una favola notturna tra noir, racconto d’amore e poesia degli esclusi. Ambientato nel cuore di Los Angeles e nato da un’idea di Bono, il film è una delle opere più visionarie e radicali del periodo americano del regista.

A chiudere idealmente il percorso è Non bussare alla mia porta, nuova collaborazione con Sam Shepard dopo Paris, Texas. Wenders torna ai grandi spazi del West e ai temi della memoria, della fuga, della paternità e della riconciliazione, firmando una riflessione crepuscolare sul tempo e sulla possibilità di ritrovare sé stessi attraverso il viaggio.

Cinque film che compongono una mappa essenziale del cinema di Wim Wenders: opere cult, ancora vive e potenti, capaci di parlare al presente attraverso strade, città, musiche, immagini e personaggi in cerca di un luogo, di un senso, di una possibilità di salvezza.

Il regista: Wim Wenders

Il regista: Wim Wenders

Wim Wenders nasce a Düsseldorf nel 1945 ed è riconosciuto a livello internazionale come uno dei principali protagonisti del Nuovo Cinema Tedesco degli anni Settanta. Regista, sceneggiatore, produttore, fotografo e autore, ha costruito nel corso dei decenni un’opera ampia e articolata, che comprende film di finzione, documentari, lavori fotografici, libri e saggi sul cinema.

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Dopo il diploma, studia medicina e filosofia prima di trasferirsi a Parigi nel 1966, con il desiderio di diventare pittore. Qui frequenta assiduamente la Cinémathèque Française, dove vede centinaia di film: un’esperienza decisiva per la sua formazione, che lo porta a concepire il cinema come una sorta di estensione della pittura attraverso altri mezzi.

Nel 1967 si iscrive alla Hochschule für Fernsehen und Film di Monaco e, parallelamente agli studi, lavora come critico cinematografico. Dopo il lungometraggio di diploma Estate in città, nel 1971 fonda insieme ad altri registi e sceneggiatori il Filmverlag der Autoren, cooperativa di giovani autori del cinema tedesco.

Dopo Prima del calcio di rigore, realizza la Trilogia della strada, composta da Alice nelle città, Falso movimento e Nel corso del tempo: tre film fondamentali, attraversati dal tema dello sradicamento, del viaggio e della ricerca di identità nella Germania del dopoguerra. Nel 1976 fonda la casa di produzione Road Movies, che diventerà un punto di riferimento per il suo cinema d’autore.

Il successo internazionale arriva con L’amico americano nel 1977. Da allora Wenders lavora tra Europa, Stati Uniti, America Latina e Asia, ottenendo numerosi riconoscimenti nei principali festival internazionali: il Leone d’Oro a Venezia per Lo stato delle cose, la Palma d’Oro a Cannes per Paris, Texas, il premio per la miglior regia a Cannes per Il cielo sopra Berlino, il Grand Prix della Giuria per Così lontano, così vicino! e l’Orso d’Argento alla Berlinale per The Million Dollar Hotel.

Accanto ai film di finzione, Wenders ha firmato documentari di grande rilievo internazionale, tra cui Buena Vista Social Club, Pina e Il sale della terra, candidati al Premio Oscar. Nel 2023 ha presentato a Cannes Anselm e Perfect Days, quest’ultimo candidato all’Oscar come miglior film internazionale nel 2024.

Nel 2012 ha fondato con la moglie Donata la Wim Wenders Stiftung, nata per preservare e rendere accessibile al pubblico la sua opera cinematografica, fotografica e letteraria. La fondazione ha avviato dal 2014 un importante lavoro di restauro digitale dei suoi film, riportando in sala numerose opere secondo i più alti standard qualitativi.

Nel corso della carriera Wenders ha ricevuto numerosi premi alla carriera e riconoscimenti internazionali, tra cui l’Orso d’Oro onorario alla Berlinale, il Praemium Imperiale della Japan Arts Association, il Prix Lumière, il Premio FIAF e il Premio alla Carriera dell’European Film Academy.

I film della rassegna

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Fondazione Brescia Musei