Icone di potere e bellezza
Dal 11 Dicembre 2025 a 09 Aprile 2025

La mostra
A cura di: Daniele Federico Maras, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Firenze e Barbara Arbeid, curatrice del Museo Archeologico Nazionale di Firenze
L’esposizione, curata da Daniele Federico Maras e Barbara Arbeid, presenta 20 oggetti antichi di forte valore simbolico provenienti dalle raccolte medicee, riuniti attorno a quattro teste di bronzo dorato a grandezza naturale: tre ritratti imperiali provenienti dal Museo di Santa Giulia a Brescia e una testa di Venere dalle antiche collezioni granducali.
In particolare, si potranno ammirare medaglioni e monete (aurei, sesterzi, denari, assi) che veicolavano il ritratto imperiale come simbolo e garanzia della continuità del potere, ma anche gemme, anelli e collane d’oro, destinati a un uso “privato”, ma non meno ricco di significato simbolico, e una splendida testa d’aquila a grandezza naturale, simbolo della maestà di Giove.
L’allestimento
Il percorso espositivo analizza il periodo tra la fine del II e il III secolo d.C., quando la crisi delle successioni rese evidente la necessità di ripensare la comunicazione imperiale. Con Settimio Severo si inaugurò una fase di apparente stabilità dinastica, sostenuta dalla forza del potere e dalle capacità politiche e militari dell’imperatore, riconosciuto come nuovo fondatore dell’Impero.
Le tre teste provenienti da Brescia aiutano a definire l’estetica del potere: l’imperatore, spesso raffigurato come pensatore maturo e possente, comunicava sicurezza e stabilità anche attraverso acconciatura e barba, elementi distintivi rispetto ai predecessori.
A metà del III secolo d.C., l’iconografia imperiale riprese i simboli augustei per trasmettere forza e fermezza. Gli “imperatori illirici”, come Probo e Claudio il Gotico, esibivano uno sguardo altero e tratti marcati, incarnando un modello di bellezza virile essenziale ma curata.
Anche le figure femminili contribuivano all’immagine della casa imperiale: Iulia Domna, moglie di Settimio Severo, fu ritratta con lineamenti delicati e un’acconciatura elaborata divenuta simbolo di autorevolezza e modello per la moda successiva.
In mostra sono esposti anche altri simboli della natura plurale del potere romano: insegne religiose, segni di pietas e protezione divina, riferimenti alla stabilità militare, alla prosperità, al carisma personale e al ruolo delle arti.
Idoli di bronzo
La rassegna s’inserisce nel quadro istituzionale di una virtuosa collaborazione tra la Fondazione Brescia Musei e il Museo Archeologico Nazionale di Firenze, sotto gli auspici della Direzione Generale Musei del Ministero della Cultura, dal titolo complessivo Idoli di bronzo.
L’appuntamento fiorentino si pone in linea di continuità con quello in corso fino al 12 aprile 2026 all’interno del Capitolium, al Parco archeologico di Brescia romana, dal titolo Victoria Mater. L’idolo e l’icona, che propone un’inedita installazione di Francesco Vezzoli, in grado di far dialogare la Vittoria Alata, una delle opere più importanti della romanità per composizione, materiale e conservazione, e l’Idolino di Pesaro, esempio raffinato di artigianato artistico classico, in prestito dal Museo Archeologico Nazionale di Firenze.
Informazioni
Biglietti
La mostra è compresa nel biglietto di ingresso al museo.
I biglietti d’ingresso per il Museo Archeologico Nazionale di Firenze possono essere acquistati online su Tiqets.
Orari
Orari di apertura: lunedì, martedì, mercoledì, venerdì, sabato, prima domenica del mese e festivi: 8:30-14:00.
giovedì 13:30 – 19
Ultimo ingresso: 45 minuti prima della chiusura.







