30 gennaio 2026 - 20:30 / Sala 1 / o.v. sub. it.

31 gennaio 2026 - 18:15 / Sala 2 / o.v. sub. it.

'Inland Empire', il film più misterioso ed enigmatico di David Lynch, conclude la sua filmografia (al contempo anticipando però il clamoroso ritorno di 'Twin Peaks') all'insegna di un rinnovato spirito indipendente e di una totale autonomia produttiva, che la tecnologia digitale rende possibile. Lynch scrive il soggetto e la sceneggiatura, si occupa della fotografia, del montaggio e delle musiche (anche qui troviamo tracce dei suoi LP a venire), chiudendo idealmente e in modo perfetto un cerchio iniziato decenni prima con 'Eraserhead'.E con 'Inland Empire' - nel suo 20° anniversario e a un anno dalla scomparsa di Lynch - si chiude anche il progetto "The Big Dreamer", realizzato insieme a Lucky Red, che ha riportato al cinema la filmografia del regista di Missoula.

Info

Un film di
David Lynch
Con
Laura Dern, Jeremy Irons, Justin Theroux, Harry Dean Stanton, Julia Ormond
Origine
USA-Polonia-Francia, 2006
Durata
180′

Restaurato in 4K da Criterion con la collaborazione di Studiocanal sotto la supervisione di David Lynch

L’attrice di Hollywood Nikki Grace (Laura Dern) esulta quando ottiene il ruolo da protagonista di On High in Blue Tomorrows. È stata messa in guardia: non deve innamorarsi del suo partner Devon Berk (Justin Theroux), che ha fama di essere un seduttore. Ma poi pare cedere e il suo destino sembra confondersi con quello del suo personaggio. Dove si ferma la realtà? Dove comincia il film nel film? […] Anche se la figura del regista del film dentro il film rimane sullo sfondo, questo groviglio di mise en abyme è proprio l’8½ di Lynch. (Philippe Rouyer)

“Affascinato dalle meraviglie della camera digitale, Lynch gira in DV un film del tutto “aperto”: sceneggiatura in costruzione sequenza dopo sequenza, set sparsi tra America ed Europa, attori feticcio (Laura Dern) disposti a tutto per lui, e riflessione tenebrosa sulla settima arte. Se possibile, un film ancora più imprendibile e illogico degli altri, anche se – a ben vedere – un’opera esplicitamente sul cinema e sulla creazione, forse la più diretta che il cineasta abbia mai girato: un Effetto notte del delirio?” (Roy Menarini)

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