23 Giugno 2022 / 08 Gennaio 2023

Dopo la realizzazione dell’Incancellabile Vittoria, la monumentale installazione presentata nell’ottobre 2020 nella metropolitana bresciana per celebrare il ritorno in città della Vittoria Alata, Emilio Isgrò rinsalda il legame con la città con un nuovo grande e originale progetto che, dal 24 giugno 2022 all’8 gennaio 2023, coinvolgerà i più importanti siti culturali di Brescia: dal Museo di Santa Giulia al Capitolium, dal Teatro Romano al Chiostro rinascimentale, ai giardini del Viridarium.

Informazioni e Prenotazioni
Tutti i giorni dalle 10:00 alle 18:00

La mostra

A cura di Marco Bazzini

La mostra dal titolo Isgrò cancella Brixia, a cura di Marco Bazzini, intende porre l’accento sul dialogo che s’instaura tra l’archeologia e l’arte contemporanea, tra la storia e il presente, tra la cultura classica e la sua persistenza nel nostro tempo con opere, tutte di dimensioni ambientali, appositamente ideate e realizzate dall’artista per quest’occasione, in stretto dialogo con i suggestivi spazi che le ospitano.

La rassegna prenderà avvio dalla sala centrale del Capitolium, un vero e proprio museo epigrafico che ospiterà l’opera Le api di Virgilio. Una moltitudine di api in volo cancelleranno le iscrizioni presenti sulle epigrafi romane collocate sulla parete: una spettacolare installazione, realizzata con le più avveniristiche tecniche digitali, dove la cancellatura si manifesterà nella vivacità delle immagini in movimento.

Il complesso del Museo di Santa Giulia ospiterà altri tre episodi del progetto espositivo. Nell’incanto del Chiostro rinascimentale s’incontrerà, disposto sul prato, L’armonium delle allodole impazzite, un enigmatico e monumentale strumento musicale, sul cui perimetro corre una sequenza di tasti di pianoforte. Nel silenzio del luogo risuonerà l’aria della Casta diva dalla Norma di Vincenzo Bellini, una delle opere più potenti della tradizione lirica italiana, ambientata nelle Gallie romane. Quest’opera, presentata per la prima volta proprio a Brescia, sarà realizzata dalla Fondazione Brescia Musei in co-produzione con Arte Sella, l’importante parco d’arte contemporanea nella natura in Val di Sella, Valsugana, (TN) all’interno dei cui percorsi espositivi, al termine della mostra, sarà collocata permanentemente nello spazio all’aperto individuato dall’artista stesso.

Le sale espositive del Museo di Santa Giulia ospiteranno inoltre un inedito ciclo di dipinti dal titolo Roma come Atene. Tredici grandi tele dove le pagine illustrate di un libro sulla vita quotidiana di un’antica polis greca sono state cancellate in bianco.

Il percorso si concluderà nei giardini del Viridarium, dove un grande mappamondo del diametro di 4 metri si presenterà come caduto sul prato. Tutti i toponimi del globo risulteranno cancellati da Isgrò a esclusione di quello di Brixia (Brescia). Questa grande opera pubblica sarà realizzata su acciaio inox con una tecnologia di stampa digitale all’avanguardia.

Le iniziative

I grandi temi dell’antico e del contemporaneo sono anche l’occasione per riproporre il teatro di questo multiforme artista che, nei primi anni ottanta, segnò un passaggio importante nella drammaturgia contemporanea con la trilogia dell’Orestea andata in scena sulle rovine del terremoto di Gibellina vecchia.

Giovedì 23 giugno 2022, il Teatro Romano, altro affascinante luogo del percorso archeologico dell’antica Brescia, ospita la prima di Didone Adonais Domine, uno dei drammi scritti da Isgrò, prodotto dal Centro Teatrale Bresciano, con protagonista l’attrice Sandra Toffolatti e la regia di Giorgio Sangati. Il testo, scritto nel 1983 è stato messo in scena una sola volta nell’agosto 1986 a Barcellona Pozzo di Gotto (ME) nel Teatro Mandanici.

Lo spettacolo sarà proposto in 6 repliche: oltre al 23 giugno si potrà partecipare alla performance anche venerdì 24 e domenica 27 giugno, oltre all’1, 2 e 3 luglio.

Chi è Isgrò?

Emilio Isgrò (Barcellona Pozzo di Gotto, ME, 1937)

Considerato tra gli innovatori del linguaggio artistico italiano del secondo dopoguerra, Emilio Isgrò è il padre indiscusso della cancellatura, un atto che cominciò a sperimentare nei primi anni Sessanta e che ancora oggi mantiene la stessa vivacità e audacia creativa. È, infatti, il 1964 quando l’autore inizia a realizzare le prime opere intervenendo su testi, in particolare le pagine dei libri, coprendone manualmente una grande parte sotto rigorose griglie pittoriche. Nel tempo questo gesto si applica alle carte geografiche, ai telex, al cinema, agli spartiti musicali, anticipa le espressioni più tipiche dell’arte concettuale, si declina in installazioni e, con il passaggio dal nero al bianco negli anni ottanta, arriva a risultati pittorici costantemente rinnovati. La cancellatura è la lingua inconfondibile della ricerca artistica di Emilio Isgrò che oggi appare come una filosofia alternativa alla visione del mondo contemporaneo: spiega più cose di quanto non dica.

Le sue opere sono presenti nelle maggiori collezioni private e pubbliche nazionali e internazionali.