L’imperatore e la sua ‘capitale’: l’arte tardocarolingia a Brescia e nel bresciano
23 novembre 2025 - 15:30
Il CUP – Centro Unico Prenotazioni risponde dal lunedì al sabato dalle 10.00 alle 18.00. Festivi esclusi.

L’incontro
Relatrice:
Roberta Castelnuovo, diplomanda presso lo Scuola di Specializzazione in Beni storico-artistici dell’Università Cattolico del Sacro Cuore
Nel Medioevo, la ‘capitale’ coincideva con ti luogo nel quale il sovrano, nel suo peregrinate attraverso il regno, decideva di fermarsi. Ludovico Il dimorò frequentemente e a lungo a Brescia. Quale luogo migliore per riscoprire le tracce artistiche della Brescia tardocarolingia, se non quel monastero di Santa Giulia che fu strettamente legato all’Imperatore e alla sua famiglia e, oggi, ospita molte delle testimonianze più significative di quel periodo?
Seguirà visita guidata alla sezione longobardo-carolingia di Santa Giulia.
Brescia, capitale europea
Brescia, capitale europea. Accadeva qualche secolo fa, al tempo dell’imperatore
Ludovico II. Un nome fra i tanti bisnipoti di Carlo Magno che affollano le insonni nottate degli studenti che, preparando l’esame di storia medievale, cercano di ricordare chi arraffi cosa nello sgretolarsi del grande Impero carolingio. A quel tempo la capitale non corrispondeva a una città fissa, ma veniva a coincidere con il luogo dove l’imperatore si trovasse. Ludovico frequentò spesso e a lungo Brescia e il suo territorio, facendo delle terre fra Oglio e Mincio l’epicentro del proprio potere.
Fra le figure e le realtà istituzionali che punteggiavano il territorio bresciano, Ludovico e la propria famiglia ebbero un rapporto privilegiato con il monastero di Santa Giulia, presso il quale l’imperatore soggiornò almeno una volta e a cui affidò l’educazione della propria figlia Gisla, prefigurando il momento quando questa ne avrebbe preso il controllo effettivo. Oggi il monastero è divenuto un museo che raccoglie molte fra le più importanti testimonianze artistiche di quell’epoca, legando idealmente il passato e il presente dei bresciani che passeggiano curiosi nelle sale colme di statue, stucchi raffinati e preziose opere di oreficeria.