31 Marzo 2022 / 15 Maggio 2022

L’esposizione presenta il reportage che Maurizio Frullani ha realizzato in Eritrea, durato sette anni, tra il 1993 e il 2000. Il suo metodo di lavoro lo conduce a entrare nel mondo delle sue immagini, dove Frullani conosce gli interpreti e ottiene da loro la condivisione del gesto fotografico, guadagnandosi il rispetto e la fiducia, grazie alla giusta dose di sensibilità, approccio e onestà intellettuale. 

La mostra

A cura di Renato Corsini e Federica Luser

Con la sua reflex analogica, Frullani dà vita a una narrazione di persone, di ambienti, di relazioni, attraverso intensi ritratti di questa terra d’Africa. L’ambiente delle case, dei cortili, delle officine diventano parte integrante di un racconto in cui donne, bambini, anziani, artigiani si pongono in modo naturale mostrando con semplicità la loro vita e loro stessi. L’obiettivo non appare vissuto come un intruso, ma come qualcosa a cui è possibile affidarsi perché il fotografo ha la capacità di rappresentare la loro collettività nel rispetto dei suoi ritmi di vita. Ecco che gesti antichi e lavori desueti, ma anche profonde relazioni familiari e semplici giochi di bambini sono l’ordinario che gli scatti di Frullani rendono straordinario.