06 Maggio 2017 / 02 Settembre 2018

Oltre settanta opere di Mimmo Paladino hanno animato il centro storico di Brescia e i suoi siti museali d’eccellenza – il Parco Archeologico e il Museo di Santa Giulia, iscritti dal 2011 nella Lista del Patrimonio Mondiale dell’UNESCO –, offrendo un percorso d’artista che invita ad ammirare con rinnovato stupore antichi splendori e nuovi archetipi.

Il progetto

I primordi a colloquio con il contemporaneo, in un progetto che “ha l’ambizioso obiettivo di trasformare la città con uno sguardo”, secondo lo slogan che accompagna Brixia Contemporary, il progetto pluriennale messo a punto da Fondazione Brescia Musei e Comune di Brescia.

Massimo Minini, ex Presidente di Fondazione Brescia Musei, spiega la ratio del grande progetto: “Vorremmo che ogni anno un artista di fama internazionale sia chiamato a svelare un nuovo punto di vista sullo spazio urbano del centro storico bresciano, grazie al dialogo tra le opere selezionate e create per l’occasione e i luoghi che le accoglieranno. Il risultato che vorremmo ottenere sarà un percorso d’artista, che dal cuore istituzionale della città conduca al Parco Archeologico e al Museo di Santa Giulia. Un viaggio a ritroso da Brescia a Brixia, attraverso la mediazione e la sensibilità di un grande artista del presente”.

L’artista selezionato per il 2017 è Mimmo Paladino.

Una scelta assolutamente non casuale: “Paladino ci è parso perfetto per inaugurare questo ambizioso progetto – dice Luigi Di Corato, ex direttore di Brescia Musei e curatore della mostra – per la sua capacità di alimentare la storia, trasformando i simboli della cultura figurativa del mediterraneo, dagli archetipi al Novecento”.

Paladino è personalmente legato a Brescia. Qui, ben quarant’anni fa, tenne la sua prima personale importante, momento fondamentale per la sua carriera di artista oggi di fama mondiale.

Chi è Mimmo Paladino?

Mimmo Paladino nasce a Paduli (Benevento) nel 1948 e lavora oggi tra la sua terra d’origine e Roma. È uno dei rappresentanti più affermati della Transavanguardia, movimento teorizzato nel 1980 dal critico Achille Bonito Oliva: gli artisti rivendicano un ritorno alla pittura a scapito della smaterializzazione voluta dal Minimalismo e Concettualismo.
L’esperienza di Paladino si evolve negli anni Ottanta unendo al linguaggio astratto una attenzione per il figurativo.
Attraverso densi riferimenti al mito e sviluppando immagini archetipiche postula un’arte dal sapore arcaico, mediterraneo, onirico, che ha come perno il tema della memoria e del frammento. Le sue statue sono icone, maschere antiche, geometrizzanti, quasi un alfabeto di segni che tornano in maniera ciclica.

I luoghi

Museo di Santa Giulia

Paladino ha scelto di connotare in modo specifico i luoghi di più intensa suggestione dell’antico complesso monastico, a partire dal Chiostro di Santa Maria in Solario dove campeggia la Grande figura reclinata, bronzo dipinto del 1990. Un altro grande bronzo inedito del 2016 vigila sul Chiostro Rinascimentale, mente la Grande Figura in vetro e acciaio del 2015 osserva, all’interno del Coro delle Monache, la Croce del 2008 in ferro patinato, appiattita sull’antico pavimento in pietra e in dialogo con l’immensa crocifissione cinquecentesca del Ferramola cha la sovrasta.

Lo scabro nitore longobardo di San Salvatore, cuore del sito UNESCO bresciano con i suoi elegantissimi stucchi, si coniuga perfettamente con il Velario, tela dipinta del 2010, e d’altra parte con la Testa in pietra del 1992.

Un altro grande Bronzo del 2002, all’interno della Cappella di Sant’Obizio, rende tridimensionale un particolare dell’affresco del Romanino. Coinvolge la poetica presenza del Senza titolo, la celebre figura in bronzo circondata da uccellini del 2002, collocato nella Cripta.

Le opere accompagnano poi sin dentro le sale del Museo. A cominciare dalla Sezione Preistoria e Protostoria dove le antichissime ceramiche esposte nelle teche sembrano voler accogliere due esemplari di Dormiente del 2000, in terracotta e ferro, opere che paiono eternare le forme più antiche dei manufatti museali. Poi troviamo diversi esemplari di elmi in terracotta e calce o in ferro e bronzo, materiali che sembrano il riflesso di quelli antichi esposti nel percorso museale.

Per la successiva Sezione Romana e Medievale sono stati scelti Bue Apis del 1993 e dei Vasi ermetici del 1994, rispettivamente in bronzo e ferro. Il richiamo classico è evidente anche in altri due magnifici bronzi, uno del 1999 e il secondo – il Busto con tazzina – del 2000, così come in Architettura che completa questa Sezione.

A popolare i mosaici romani delle Domus dell’Ortaglia ci sono due figure in alluminio dipinto, del 2005, mentre tra gli affreschi sempre romani campeggerà il Cavaliere rosso, bronzo del 2007, ispirato a Marino Marini.

Accanto alla Croce di Desiderio, in santa Maria in Solario, scrigno di Santa Giulia, sono collocate le forme solenni della Cattedra di San Barbato, in ottone e bronzo, dedicata al vescovo che convertì a Benevento proprio i Longobardi.

Credits © Francesco Salvetti

Grande figura reclinata
• Materiale/tecnica: bronzo dipinto
• Posizione: Chiostro di Santa Maria in Solario
• Anno: 1990
• Dimensione: 500 x 120 x 40

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Posizione: Chiostro Rinascimentale
• Anno: 2016
• Dimensione: 277 x 170 x 120

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo – figura in vetro:
• Materiale/tecnica: vetro e acciaio
• Posizione: Coro delle monache
• Anno: 2015
• Dimensione: 200 x 122 x 70

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo – croce:
• Materiale/tecnica: ferro patinato
• Posizione: Coro delle Monache
• Anno: 2008
• Dimensione: 160 x 210 x 4

Credits © Francesco Salvetti

Velario:
• Materiale/tecnica: tela dipinta
• Posizione: San Salvatore
• Anno: 2010
• Dimensione: 1250 x 550

Credits © Francesco Salvetti

Testa:
• Materiale/tecnica: pietra
• Posizione: San Salvatore
• Anno: 1992
• Dimensione: 50 x 75 x 48

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Posizione: San Salvatore
• Anno: 2002
• Dimensione: 195 x 76 x 75

Credits © Francesco Salvetti

Caduto a ragione:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Posizione: San Salvatore
• Anno: 1995
• Dimensione: 230 x 95 x 55

Credits © Francesco Salvetti

Dormiente:
• Materiale/tecnica: terracotta e ferro
• Posizione: Sezione Preistoria e Protostoria
• Anno: 2000
• Dimensione: 60 x 100 x 56

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo – elmi:
• Materiale/tecnica: bronzo e ferro
• Posizione: Sezione Preistoria e Protostoria
• Anno: 1993
• Dimensione: 164 x 67 x 50

Credits © Francesco Salvetti

Cavaliere rosso:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Posizione: Domus dell’Ortaglia
• Anno: 2007
• Dimensione: 183 X 36 X 106

Brixia. Parco archeologico di Brescia romana

20 Testimoni del 2009, opere in tufo dal richiamo archetipico, accolgono i visitatori nell’area archeologica del Capitolium.

Nella prima Sala del Tempio Paladino ha voluto proporre gli evocativi 4 Corali del 1997, opere a tecnica mista su foglia d’argento su tavola e Senza titolo, egualmente del 1997, grande serigrafia e olio su tela.

Nel Sancta Sanctorum dello stesso Capitolium, la cosiddetta Quarta Cella, la divinità è evocata da Ritiro, 1992, colosso in bronzo dipinto.

Cinque Specchi ustori in ottone, serigrafia e pittura di ben 5 metri di diametro ciascuno, sono stati realizzati da Paladino appositamente per il Teatro Romano di Brescia e costituiscono una delle principali attrazioni dell’evento.

Credits © Francesco Salvetti

Testimoni
• Materiale/tecnica:
• Posizione: pronao
• Anno: 2009
• Dimensione: 20 elementi, 200 x 65 x 75

Credits © Francesco Salvetti

Corale:
• Materiale/tecnica: tecnica mista su foglia d’argento su tavola
• Posizione: Prima sala Tempio
• Anno: 1997
• Dimensione: 250 x 195 x 5

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo:
• Materiale/tecnica: serigrafia e olio su tela
• Posizione: Prima sala Tempio
• Anno: 1997
• Dimensione: 250 x 195

Credits © Francesco Salvetti

Ritiro:
• Materiale/tecnica: ottone, serigrafie e pittura
• Posizione: Teatro Romano
• Anno: 1992
• Dimensione: 215,9 x 59,7 x 43,2

Credits © Francesco Salvetti

Specchi ustori:
• Materiale/tecnica: bronzo dipinto
• Posizione: quarta cella
• Anno: 2017
• Dimensione: 5 elementi, 500 cm

Piazza Vittoria

Il percorso “firmato Paladino” si espande da Piazza Vittoria, simbolo ancora indiscusso ma ormai affrancato della retorica piancentiniana.

Qui Paladino ha posizionato ben sei tra i più celebri totem della sua poetica: una riedizione bresciana del Sant’Elmo e lo Scriba, opere che per dimensione e per collocazione, connotano in modo estremamente plastico la grande geometrica Piazza. Poi il gigantesco Zenith, la scultura equestre in bronzo e alluminio del 1999, alta quasi cinque metri, il grande Anello (Zenith), e in una superficie liquida, la Stella (Senza titolo). Infine la Stele, un’imponente figura in marmo nero, realizzata appositamente per l’occasione, che riporta alla tradizione della grande avanguardia del Novecento.

Credits © Francesco Salvetti

Elmo:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Anno: 1995 – 2016
• Dimensione: 212 x 212 x 740 (con base)

Credits © Francesco Salvetti

Scriba:
• Materiale/tecnica: bronzo
• Anno: 2000
• Dimensione: 100 x 130 x 65,4

Credits © Francesco Salvetti

Zenith:
• Materiale/tecnica: alluminio
• Anno: 2007
• Dimensione: 290 x 50 x 50

Credits © Francesco Salvetti

Zenith:
• Materiale/tecnica: alluminio
• Anno: 1999
• Dimensione: 120 x 330 x 650 (con base)

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo:
• Materiale/tecnica: fusione in alluminio
• Anno: 2001
• Dimensione: 160 x 155 x 175

Credits © Francesco Salvetti

Stele:
• Materiale/tecnica: marmo
• Anno: 2017
• Dimensione: 150 x 200 x 600

Duomo Vecchio

Il tritticoStabat Mater – realizzato da Paladino come omaggio a Paolo VI, il Pontefice che riallacciò il dialogo con gli artisti contemporanei – è rimasto installato in Duomo Vecchio per qualche anno.

Credits © Francesco Salvetti

Stabat Mater
• Materiale/tecnica: tecnica mista su tela
• Posizione: Duomo Vecchio
• Anno: 2016
• Dimensione: 300 x 600

Metropolitana, fermata “Stazione FS”

Grazie alla preziosa collaborazione del Gruppo Brescia Mobilità, una colossale istallazione in terracotta di circa 80 metri quadri, anch’essa inedita, accoglie il visitatore nell’atrio della fermata della Metropolitana alla Stazione FS, come segno di continuità con Subbrixia, la manifestazione di grande successo nata proprio dalla collaborazione tra Brescia Mobilità e Brescia Musei, che ha visto la presenza nella nuova metro bresciana di artisti contemporanei con opere in site specific.

Credits © Francesco Salvetti

Senza Titolo:
• Materiale/tecnica: terracotta
• Anno: 2017
• Dimensione: 10.8 x 7.75 metri

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