04 Gennaio 2019 - 19:00

04 Gennaio 2019 - 21:00

05 Gennaio 2019 - 18:00

05 Gennaio 2019 - 19:30

06 Gennaio 2019 - 16:00

06 Gennaio 2019 - 21:00

07 Gennaio 2019 - 17:00

Informazioni e Prenotazioni
I biglietti sono in vendita presso il Nuovo Eden tutti i giorni di proiezione a partire da mezz'ora prima dell'inizio dello spettacolo.
Un film di
Nanni Moretti
Genere
Documentario
Durata
80'

Il ritorno alla regia di Nanni Moretti. Dal settembre 1973, dopo il colpo di stato del generale Pinochet, l’Ambasciata italiana a Santiago ha ospitato centinaia e centinaia di richiedenti asilo. Attraverso interviste ai protagonisti si racconta la storia di quel periodo drammatico, durante il quale alcuni diplomatici italiani hanno reso possibile la salvezza di tante vite umane. Moretti, attraverso le testimonianze raccolte, intende anche ricordare l'importanza dell'accoglienza e della empatia. Caratteristiche che nell'Italia di oggi, a suo dire, sembrano essere andate perdute.

"Anche se lontano da opere complesse e monumentali di altri registi riconosciuti del documentario d’autore come per esempio Frederick Wiseman, quello di Moretti è un documentario d’autore, con un suo punto di vista, quindi non giornalistico. E quando dà la parola agli aguzzini e ai loro simpatizzanti resta comunque “uno di parte”, come dice esplicitamente lui stesso nel film. Di conseguenza non fornisce quella sorta di assoluzione che il carnefice sembra cercare, come Moretti ha il coraggio e l’onestà di dirgli in faccia. Queste due interviste sono uno dei pochi momenti dove la voce del regista è udibile fuori campo e l’unico momento dove il suo volto è in campo. Non a caso. In questo documentario ci sono naturalmente molte altre voci, tutte da scoprire e ascoltare con attenzione, si ricostruisce il clima di gioia intensa nel paese, di felicità popolare, senza entrare nel dettaglio degli iniziali successi e delle successive difficoltà del governo di Allende, facendo così assurgere questi frammenti di intervista a esili ma preziosissimi frammenti di una memoria perduta, una memoria collettiva, duplice, binaria, una memoria su “noi e “l’altro”. Anzi, sul fatto che “noi” siamo “l’altro” e viceversa. Lo stile filmico leggero accentua la forza del messaggio, perché le questioni qui affrontate sono tanto gravi quanto è delicato il tocco con cui sono trattate". (Francesco Boille, Internazionale.it)

Trailer