Tesori in Loggia
Dal 24 Gennaio 2026 a 28 Marzo 2026
Ingresso gratuito senza necessità di prenotazione

Dal 24 gennaio al 28 marzo 2026, il percorso Tesori in Loggia consentirà al pubblico, ogni sabato mattina dalle 9.00 alle 12.30, di accedere gratuitamente alle sale di rappresentanza della città e di ammirare grandi capolavori della storia dell’arte nell’imponente e affascinante contesto di Palazzo Loggia.
La restituzione alla città dell’opera di Basiletti Baiardo ferito al sacco di Brescia nel 1512 rappresenta una tappa significativa del più ampio progetto culturale Tesori in Loggia, orientato a rendere Palazzo Loggia sempre più simile a un museo diffuso e vissuto, configurarsi come una sorta di “terza Pinacoteca” della città, in dialogo con la Pinacoteca Tosio Martinengo e con il Museo del Risorgimento Leonessa d’Italia. I Tesori in Loggia si configurano dunque come una vera e propria operazione culturale, con un impianto narrativo fondato su opere identitarie della storia cittadina e della tradizione artistica locale, che rendono preziosa e densa di significati ogni collocazione e trasformano le sale di rappresentanza in spazi in cui arte, storia e città tornano a dialogare con la cittadinanza.
Il progetto espositivo
Ufficio del Vicesindaco
All’interno dell’ufficio del Vicesindaco, al piano terra, si potrà ammirare il dipinto di Basiletti Baiardo ferito al sacco di Brescia nel 1512, l’opera di Luigi Campini (Montichiari, 1816 – Brescia, 1890) Accampamento degli zuavi sugli spalti di Brescia e i dipinti di Pietro Antonio Morelli (1879 – 1911) Il veterano e La lettera.
Ufficio del Presidente del Consiglio Comunale
Sempre a piano terra, nell’ufficio del Presidente del Consiglio Comunale, Roberto Rossini, sono esposte le opere di Pietro Maria Bagnatore detto il Bagnadore (Orzinuovi, 1548 ca – Brescia, 1698) Annunciazione, di Quinto Ghermandi (Crevalcore, 1916 – San Lazzaro di Savena, 1994) Monumento alla Resistenza (bozzetto) e di Modesto Faustini (Brescia, 1839 – Roma, 1891) L’arresto di Luisa Sanfelice.
Sala del Consiglio
Nella Sala del Consiglio trovano collocazione i dipinti di Gabriele Rottini (Brescia, 1797 – 1858) Morte di Scomburga, di Pio Sanquirico (Gudo Visconti, 1874 – Milano, 1900) Prigionieri alla macina e di Pietro Bouvier (Milano, 1839 – 1927) Ritratto di Giuseppe Zanardelli.
Salone Vanvitelliano
Al primo piano nell’atrio del Salone Vanvitelliano sono presentate le opere di Angelo Inganni (Gussago, 1807 – Brescia, 1880) Paolo e Francesca, L’ultimo bacio da Giulietta a Romeo, Paolo e Virginia guadano il fiume nero e Allegoria dell’amore.
Ufficio della Sindaca
Nell’Ufficio della Sindaca invece sono collocate le tele di Giuseppe Bezzuoli (Firenze, 1784 – 1855) La scuola di Atene (copia da Raffaello), di Angelo Inganni (Gussago, 1807 – Brescia, 1880) Ritratto di signora (Amanzia Guèrillot?) e Veduta di piazza della Loggia con neve, l’olio su tela di Luigi Basiletti (Brescia, 1780 – 1859) Paesaggio nelle vicinanze di Brescia con il Castello sullo sfondo e quello di Achille Glisenti (Brescia, 1848 – Firenze, 1906) La morte di Cleopatra.
Sala Giunta
Continuando il percorso infine, al primo piano, in Sala Giunta, si possono osservare cinque opere, copie di Lattanzio Gambara (Brescia, 1530 ca. – 1574): Eurito tenta di rapire Ippodamia, Ercole e Petreo, Guerriero e figura femminile su un ariete (Elle e Frisso), L’incontro di Nettuno e Ceni, Lotta fra Ceneo e Latreo. Sulle pareti in alto e sotto alle finestre è posizionato l’affresco Il fregio con divinità marine e sul soffitto Il carro di Fetone, opere di un pittore bresciano del 1560 ca.
Baiardo ferito al sacco di Brescia nel 1512

L’opera di Basiletti, commissionata dal conte Cesare Cigola a Basiletti, figura centrale della cultura bresciana dell’Ottocento e interprete colto e consapevole della storia e dell’identità urbana della città, è ambientato nell’attuale piazza Tebaldo Brusato, anticamente platea Mercati Novi.
La tela raffigura un celebre episodio del Sacco di Brescia del 1512, legato alla casata del committente dell’opera: l’assistenza prestata dalla famiglia Cigola al generale francese Pierre Terrail, signore di Bayard, rimasto ferito durante i combattimenti tra le milizie cittadine e francesi. Sulla sinistra, il condottiero, sorretto dai suoi uomini, viene trasportato all’interno del palazzo Cigola (oggi Fenaroli). Secondo la tradizione, questo gesto – interpretabile anche in chiave anti-veneziana – valse alla famiglia l’esenzione dal saccheggio inflitto alla città dalle truppe francesi.
Attorno al fulcro narrativo, Basiletti costruisce un articolato racconto corale: sullo sfondo si susseguono i violenti scontri, con barricate improvvisate, cittadini che scagliano oggetti dalle abitazioni e milizie bresciane, riconoscibili dal vessillo con il leone rampante, impegnate contro i soldati francesi. Nella puntuale descrizione dell’ambientazione urbana si riconoscono il palazzo Cigola, l’antico convento di Santa Marta e, sullo sfondo del colle Cidneo, la chiesa di San Cristo, San Pietro in Oliveto, il torrione della Pusterla e il Castello, da cui ebbe origine il drammatico attacco alla città nel 1512. Sul piano stilistico, l’opera testimonia la straordinaria sensibilità di Basiletti per la veduta e la costruzione spaziale, coniugata a un solido impianto narrativo capace di fondere storia, rappresentazione urbana e identità civica.
Conservata fino a oggi nei depositi dei Musei Civici, l’opera è stata restituita alla città dopo un attento intervento di restauro condotto dalle restauratrici Carla Valzelli e Annalisa Belloni, che ha consentito la pulitura della superficie pittorica e il recupero delle luminose cromie ottocentesche, offrendo una nuova lettura e una più approfondita valorizzazione dei dettagli.
L’operazione è stata resa possibile grazie al generoso contributo di Marina Franceschini, che ha sostenuto il restauro attraverso lo strumento dell’Art Bonus. Una generosità non nuova alla mecenate bresciana che già intervenne nel 2023 per il restauro dell’opera di Angelo Inganni, Ritratto di signora (1864), di proprietà dei Musei Civici bresciani e che fu concessa in prestito alla mostra monografica di Angelo Inganni che il Comune di Gussago organizzò nell’autunno del 2023.