27 Marzo 2022 - 10:00

Il regista Costa Gavras incontrerà il pubblico al termine della proiezione.

Info

Un film di
Costa Gavras
Origine
Francia 1969
Durata
113′
Versione originale con sottotitoli in italiano
Domenica 27 Marzo 2022, ore 10:00
Biglietto
4 euro

Z, medico ed esponente di sinistra, perde la vita in quello che sembra un incidente stradale (ufficialmente investito da un furgoncino) ma che in realtà nasconde un omicidio. Le indagini dell’investigatore incaricato rivelano responsabilità e tentativi di insabbiare le stesse da parte del governo e delle forze dell’ordine. “Ogni somiglianza con avvenimenti reali, persone morte o vive non è casuale. È volontaria.”, così si legge nei titoli di testa e il riferimento è noto: l’assassinio del deputato socialista Grigoris Lambrakis nel maggio del 1963 da estremisti di destra. Ben due premi a Cannes e quello al miglior film straniero agli Oscar, Z è un film politico ed impegnato che non rinuncia agli espedienti tecnici e narrativi di un cinema “spettacolare”.

2 premi Oscar, 1 premio Golden Globe, 2 premi al Festival di Cannes e 1 premio BAFTA.

 

L’incontro con il regista

Al termine della proiezione di Z – L’orgia del potere, il regista Costa Gavras incontrerà il pubblico presso il cinema Nuovo Eden.

Biografia

Costa-Gavras, nome d’arte di Konstantinos Gavras, nasce a Loutra Iraias (Atene) il 13 febbraio 1933. Dalla madre riceve un’educazione religiosa greco-ortodossa, ma è il padre, originario di Odessa (Ucraina) e militante nella Resistenza durante la Seconda guerra mondiale, a influire sulla sua vocazione di cineasta di thriller politici. Nel 1949 si trasferisce a Parigi, dove nel 1956 ottiene la cittadinanza francese. Nella capitale frequenta l’Institut Des Hautes Études Cinématographiques (IDHEC). In seguito, diventa assistente di registi come Yves Allegret, Jacques Demy e René Clément. Si impone come autore a livello internazionale con Z – L’orgia del potere (Z, 1969), film politico ma anche spettacolare e di grande impatto emotivo, che nello stesso anno vince il Premio della Giuria a Cannes e l’anno dopo l’Oscar per il miglior film straniero. Z è la rappresentazione potente di un assassinio politico in Grecia. Il film si ispira al romanzo di Vassilī Vassilikos sull’affare Lambrakis, un professore universitario e deputato di sinistra, morto nel 1963 investito “casualmente” da un’auto.

Nel 1965 Costa-Gavras aveva realizzato il suo primo film, Vagone letto per assassini (Compartiment tueurs), un detective thriller, tratto da un romanzo poliziesco di Sébastien Japrisot e prodotto con il sostegno degli amici Yves Montand e Simone Signoret, che ne sono i protagonisti. Il secondo film, Il tredicesimo uomo (Un homme de trop, 1967), è un dramma ambientato nella seconda guerra mondiale durante l’occupazione nazista. Dopo Z firma la regia de La confessione (L’aveu, 1970), incentrato sulla figura di un ministro del governo cecoslovacco, l’ebreo comunista Arthur London, accusato di slealtà dai membri del partito, processato e condannato all’ergastolo da un tribunale stalinista. L’aveu rappresentò per il regista, per Semprún e gli interpreti, Yves Montand e Simone Signoret, un lacerante ripensamento sulla propria militanza comunista.

Il taglio decisamente politico permane anche nei film successivi. Nel 1973 esce L’Amerikano (État de siège), che denuncia l’appoggio dato dagli U.S.A. ai regimi autoritari del Sudamerica. Del 1975 è L’affare della Sezione Speciale (Séction spéciale), che ha per tema i processi intentati dal governo di Vichy.

L’insuccesso del film ferma il regista per quattro anni, inducendolo a cambiare momentaneamente registro con Chiaro di donna (Clair de femme, 1979), dramma intimista interpretato ancora da Yves Montand e da Romy Schneider. Dopo un nuovo, lungo periodo di inattività, nel 1982 gli studi hollywoodiani offrono a Costa-Gavras l’occasione di un rilancio di carriera, affidandogli la regia di Missing, denuncia delle responsabilità statunitensi nella dittatura cilena del dopo Allende. Il film successivo è Hanna K. (1983), in cui un’avvocatessa ebrea (Jill Clayburgh) cade in crisi di identità dopo aver assunto la difesa di un palestinese accusato di terrorismo.

Del 1986 è Consiglio di famiglia (Conseil de famille), una commedia sulle contraddizioni interne della borghesia. Nel 1988 realizza Betrayed ‒ Tradita (Betrayed), requisitoria contro gli orrori del Ku Klux Klan, e l’anno successivo Music box, dramma giudiziario in cui un’avvocatessa (Jessica Lange) assume la difesa del padre, esule ungherese accusato di crimini di guerra in quanto membro delle milizie ungheresi filonaziste. Meno convincenti sono i due film successivi: La piccola apocalisse (La petite apocalypse, 1993), satira degli errori e delle debolezze della sinistra europea, girata all’indomani della caduta del muro di Berlino, e Mad City ‒ Assalto alla notizia (Mad City, 1997), denuncia delle mistificazioni dell’universo mediatico. Con Amen (2002) affronta, con il consueto piglio civile, la spinosa questione dei rapporti tra papa Pio XII e il regime nazista.

Gli ultimi film sono Il cacciatore di teste (Le Couperet, 2005), su un frustrato disoccupato che decide di uccidere quelli che lottano contro di lui per avere un lavoro; Verso l’eden (Eden à l’Ouest, 2009), un dramma sugli immigrati illegali; Il Capitale (Le Capital, 2012), ambientato nel mondo corrotto dell’alta finanza, e Adults in the Room (2019), sulla crisi finanziaria esplosa in Grecia nel 2015 e sull’ascesa al governo di Syriza, movimento di sinistra che si afferma alle elezioni. (Fonte: Bergamo Film Meeting)

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