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Mostra Tiziano

 

 
 
 

Progetto della mostra
a cura di Francesco Frangi

 
 
Rinnovando la tradizione delle mostre dedicate ai grandi maestri della pittura antica – che fu inaugurata nel 1965 con Romanino, proseguita negli anni Ottanta con Moretto, Savoldo e Giacomo Ceruti, il Pitocchetto, e ripresa nel 2002 con Vincenzo Foppa - Brescia si appresta ora a celebrare un altro dei protagonisti del Rinascimento attivo per il territorio bresciano, con la mostra Tiziano e la pittura del Cinquecento tra Venezia e Brescia.
 
Obbiettivo della mostra è quello di mettere a fuoco, nelle sue emergenze più spettacolari, il rapporto tra le culture artistiche di Brescia e Venezia nel corso del Cinquecento. Il protagonista attorno a cui ruoterà il progetto espositivo sarà Tiziano, in ragione innanzitutto delle sue due fondamentali imprese bresciane: il polittico realizzato per il vescovo Altobello Averoldi tra il 1520 e il 1522, tuttora nella collegiata dei Santi Nazaro e Celso, e le tre tele con le Allegorie di Brescia, realizzate negli anni sessanta del Cinquecento per il salone della Loggia, andate distrutte durante l’incendio del 1575.
 
Attorno a questi due punti focali la mostra vedrà snodarsi un percorso teso a documentare il ruolo giocato da Tiziano nella formazione e nell’evoluzione del linguaggio dei principali protagonisti del Cinquecento pittorico bresciano: Romanino, Moretto e Savoldo. La vicenda di questi artisti trovò infatti un fondamentale punto di riferimento nel magistero tizianesco, in conseguenza anche degli accertati soggiorni in terra veneta dei tre pittori.
 
In parallelo, nella rinnovata sede della Pinacoteca Tosio Martinengo - la cui apertura è prevista per il marzo del 2018 - i visitatori potranno ammirare i grandi capolavori della pittura bresciana, che costituiscono il cuore delle collezioni permanenti della Pinacoteca.
 
L’eccezionale dialogo che verrà a instaurarsi tra le due sedi espositive, il Museo Diocesano di Brescia e le chiese del territorio coinvolte nel progetto, permetterà una reciproca valorizzazione di queste realtà e consentirà di porre l’attesa riapertura della Pinacoteca nel segno di un rinnovato slancio verso la conoscenza di un capitolo così importante dell’arte italiana del Rinascimento.
 
 
 




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