MENU
 

Menu di sezione

Le domus dell'Ortaglia e il Viridarium
 
Info e orari
Acquisto biglietti
Acquisto biglietti mostra A Life: Lawrence Ferlinghetti
Come arrivare
Santa Giulia sito UNESCO
I luoghi. Le domus dell'Ortaglia e il Viridarium
Le domus dell'Ortaglia e il Viridarium a 360°
I luoghi. La basilica di San Salvatore
San Salvatore a 360°
I luoghi. La chiesa di Santa Maria in Solario
S. Maria in Solario a 360°
I luoghi. Il Coro delle Monache
Il Coro delle Monache a 360°
I capolavori. La Croce di Desiderio
I capolavori. La Vittoria alata
I personaggi. Santa Giulia
I personaggi. Ermengarda


«  Museo di Santa Giulia
 

Contenuto della pagina

Museo di Santa Giulia

Le domus dell'Ortaglia e il Viridarium

 
Le domus dell'Ortaglia sono parte di un quartiere romano residenziale, situato sui terrazzamenti del colle Cidneo, tra l'area pubblica monumentale e le mura orientali.
 
Intorno ad atrii lastricati in pietra sono distribuiti gli ambienti di rappresentanza, quelli della vita privata e quelli di servizio, con mosaici ed affreschi secondo modelli decorativi analoghi a quelli di Roma e Pompei, affacciati sui viridaria e gli orti verso le mura. I vani più importanti sono dotati di un impianto di riscaldamento a parete ed a pavimento, una fitta rete di condutture in piombo, derivata da uno degli acquedotti urbani, garantiva acqua corrente ai vani di servizio ed alle fontane, rinvenute anche all'interno delle sale più rappresentative, a testimonianza dell'alto livello sociale e culturale dei proprietari.

Le domus rimasero in uso dal I al IV secolo d.C.
quindi subirono un progressivo degrado fino al'abbandono per diventare, con i Longobardi, area demaniale regia e poi ortaglia del convento del monastero di Santa Giulia.
L'alto livello di conservazione di strutture murarie e piani pavimentali nonchè la prossimità al Museo di Santa Giulia hanno favorito la progettazione di un percorso espositivo omogeneo, che consente ai visitatori di passare senza soluzione di continuità dai settori archeologici del museo all'interno delle domus, protette da una grande struttura che mantiene inalterati i parametri conservativi e che consente una corretta lettura del sito ed un'ottimale percezione dei suoi rapporti con la città antica.
All'esterno è stato realizzato un grande spazio verde, arricchito da oggetti funerari e resti architettonici, che ricostruisce un esempio di hortus e di Viridarium, giardini che arricchivano le case romane.
 
Il Viridarium

Dall’area museale delle Domus dell’Ortaglia, gettando uno sguardo verso l’esterno, è possibile cogliere in tutta la sua particolarità il Viridarium, una sorta di giardino delle abitazioni dell’antica Brixia.

Partendo dagli scavi archeologici, che hanno restituito alla luce spazi quadrangolari delimitati da muretti, verosimilmente gli horti delle case romane, è stato possibile ricostruire le aree verdi adiacenti alle domus, come dovevano essere duemila anni fa.

Se infatti in epoca più antica gli horti erano terreni prevalentemente produttivi, in cui venivano coltivati alberi da frutto ed erbe aromatiche, dal I secolo a.C. si afferma il gusto del giardino ameno, il viridarium, con fiori e specie arboree a scopo decorativo e contemplativo.

In concomitanza con l’allestimento museale delle domus, archeologi, botanici e architetti si sono cimentati per ricreare in Santa Giulia, su un’area di oltre 3.000 mq, un orto-frutteto e un viridarium con specie arboree diffuse e utilizzate in epoca romana per scopi ornamentali, culinari o terapeutici.
Lungo percorsi pavimentati con lastre di pietra, seguendo una geometria semplice e ordinata, nell’hortus sono stati messi a dimora alberi da frutto fra cui la vite (protagonista dei mosaici della domus di Dioniso), il fico, il melo e il cotogno, il pero, il nespolo, insieme al susino, al pesco e al melograno, ingredienti immancabili nelle ricette di epoca latina, oltre che simboli emblematici della civiltà mediterranea.
 
Nel Viridarium, invece, per ricreare l’atmosfera in cui si immergevano gli abitanti dell’antica Brixia, catturano lo sguardo siepi geometriche di bosso e di lauro, pianta consacrata ad Apollo, insieme a cespugli di oleandro, viburno e mirto.
La rosa nelle sue varietà più antiche, quale elemento di spicco in ogni giardino romano, rappresenta la macchia cromatica più significativa, nelle diverse specie fra cui la canina, la gallica e la muschiata, che avvolgono con profumi e colori, oggi come al tempo del divo Augusto.

Proseguendo verso le mura romane, sono stati posizionati reperti frutto dei lavori di scavo nelle diverse aree cittadine, quali iscrizioni, altari votivi, fregi, monumenti funerari fra cui grandi sarcofagi, attorniati da olmi, cipressi e filari di acanto.



«  Museo di Santa Giulia