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Newsletter del 08/11/2017

 
LE VISITE ESCLUSIVE ALLA MOSTRA
 
A Life: Lawrence Ferlinghetti.
Beat Generation, Ribellione, Poesia


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Visite Esclusive alla mostra
con possibilità di abbinare ricevimenti, cene e rinfreschi 
 
 
                            

 

 

Il Museo di Santa Giulia, all’interno dello straordinario complesso monastico di San Salvatore-Santa Giulia Patrimonio dell’Umanità, ospita dal 7 ottobre 2017 al 14 gennaio 2018 la mostra “A Life: Lawrence Ferlinghetti. Beat Generation, ribellione, poesia”. L’esposizione rende omaggio al celebre poeta, pittore, editore e militante politico americano, figura di spicco nel panorama letterario degli anni Cinquanta e Sessanta, ed in particolare all'interno del movimento della Beat Generation.

Nel contesto di questa realtà così significativa a livello internazionale, vi proponiamo una formula originale e d innovativa per condividere un’occasione unica ,rappresentata da aperture serali con visite guidate esclusive alla mostra, opportunità che permette di legare fortemente l’immagine aziendale e delle Associazioni al patrimonio culturale della città e offre la possibilità di organizzare eventi curati nei minimi dettagli rispondendo alle diverse esigenze dei committenti in una dimensione intima di grande fascino,

Ricevimenti, cene presentazioni, momenti conviviali e incontri aziendali, per i quali sono disposizione gli spazi della sede museale, il museo è aperto al pubblico fino alle 22.00.

 

Per informazioni
Fondazione Brescia Musei
Sig.ra Ciotti Bresciani Torri
e-mail brescianitorri@bresciamusei.com
tel. 030.2400640/int.206

 

LA MOSTRA

 

Una mostra fuori dall’ordinario per ripercorrere la carriera di Lawrence Ferlinghetti - poeta, pittore, editore e militante politico americano – e per rendere omaggio a un intero movimento letterario e artistico che ha dato vita al fenomeno della Beat Generation animando, da New York a San Francisco, il panorama culturale underground americano e europeo degli anni Cinquanta, Sessanta e Settanta.

Il percorso espositivo racconta anche del grande seguito che i Beats ebbero in Italia - grazie in particolare all’attività di Fernanda Pivano – tanto da diventare un fenomeno culturale, musicale e di costume molto diffuso. La mostra è quindi l'occasione per ripercorrere la storia e ricreare l'atmosfera di quegli anni attraverso materiali a stampa (prime edizioni, manifesti, volantini e oggetti), registrazioni video e audio (dal jazz ai readings) e fotografie (di autori del calibro di Robert Capa, Aldo Durazzi, Larry Keenan, Allen Ginsberg, Christopher Felver e Fred Lyon, a cui si aggiungono i bellissimi scatti ai Beat di Ettore Sottsass), molti dei quali inediti. Inoltre in mostra viene documentata la carriera pittorica di Ferlinghetti: a Santa Giulia sono esposti dipinti, fra cui il prezioso olio su tela Deux del 1950, e disegni realizzati tra gli anni Cinquanta e Duemila mai esposti in Italia prima d’ora.

L’allestimento delle ultime sale è dedicato al rapporto che il poeta ebbe con l'Italia: dopo aver scoperto, solo in età adulta, di avere origini italiane, nel 1955 decise di prendere ufficialmente il cognome originale del padre che, morto prima della sua nascita, lo aveva anglicizzato in Ferling. Da quel momento in poi Ferlinghetti intraprenderà una lunga ricerca per risalire alla città di nascita del padre, che scopre essere Brescia solo nel â€‹2002. Nel 2005 riuscì ad individuare la casa da dove era partito per emigrare giovanissimo negli Stati Uniti.

 

Una mostra di Fondazione Brescia Musei, a cura di Luigi Di Corato, Giada Diano, Melania Gazzotti

www.bresciamusei.com

 


 
 
 
 

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