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Catalogo generale
La scuola bresciana del '500
I capolavori. Raffaello, Angelo
I capolavori. Raffaello, Cristo Redentore benedicente
I capolavori. Raffaello.
Madonna con il Bambino
(Madonna dei garofani)
 

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Pinacoteca Tosio Martinengo

 
 


LA SEZIONE PER UNA NUOVA PINACOTECA
È CHIUSA DEFINITIVAMENTE AL PUBBLICO DALL’8 GENNAIO 2018
 
Al fine di preparare e organizzare i lavori di trasferimento delle opere nella sede storica di Piazza Moretto 4 che, finalmente, dopo 9 anni di chiusura, riaprirà al pubblico  nel mese di marzo del 2018.
 

 
                 

In attesa che a marzo 2018 riapra la storica sede di palazzo Martinengo Da Barco, il Museo di santa Giulia ospita temporaneamente una selezione di dipinti della Pinacoteca Tosio Martinengo. Nelle sale, la storia dell’arte italiana si intreccia con quella della cultura figurativa della città: le opere della raffinata raccolta appartenuta a Paolo Tosio – dall’Angelo di Raffaello alla Eleonora d’Este di Canova – si affiancano allo Stendardo di Orzinuovidi Vincenzo Foppa, all’Adorazione dei pastori di Savoldo e allo straordinario nucleo dei dipinti di Giacomo Ceruti, celebri e rappresentativi esempi della pittura bresciana, nota per la sua attenzione alla realtà. L’ideale proseguimento di questa esposizione si trova al Museo Diocesano della città, presso il quale hanno trovato sede le grandi pale di Romanino e Moretto. 

In virtù del lascito della sua collezione al Comune di Brescia, decretato per testamento nel 1832, Paolo Tosio (1775-1842) fu il vero e proprio fondatore della Civica Pinacoteca bresciana, che aprì i battenti nel 1851 nella dimora a lui appartenuta. Nella configurazione complessiva della raccolta, di gusto aggiornatissimo e cosmopolita, il ruolo preminente era riservato alle opere commissionate a o acquistate da artisti contemporanei del calibro di Antonio Canova, Francesco Hayez, Berthel Thorvaldsen, Pelagio Palagi e Giuseppe Canella. I quadri di pittura antica – tra i quali due capolavori giovanili di Raffaello – rivelano un preciso indirizzo di gusto, orientato al classicismo bolognese e centro-italiano e interessato soprattutto ai maestri del primo Cinquecento - Lorenzo Lotto, Fra Bartolomeo, Andrea Solario - ammirati per la grazia e per la dolcezza, tra il religioso e il sentimentale, delle loro figure.
 
Il cuore della Pinacoteca Civica è costituito dalla pittura bresciana del Rinascimento, che ebbe i suoi principali interpreti in Vincenzo Foppa, Giovanni Gerolamo Savoldo, Girolamo Romanino e Alessandro Moretto. Benché presentino tra loro caratteri distinti, le opere di questi maestri rivelano non pochi fondamenti comuni, che rendono ancora oggi plausibile parlare di una scuola bresciana. A legittimare questa categoria storiografica è la capacità, da parte dei protagonisti di quella stagione figurativa, di recepire le grandi esperienze coltivate a Milano e a Venezia traducendole in una formula originale: un linguaggio nel quale l’approfondimento realistico e lo studio dei fenomeni luministici si coniugano con un registro espressivo di grande immediatezza, che privilegia uno sguardo schietto sulle cose e sulle persone, rifuggendo ogni tentazione aulica o retorica.
 
La Pinacoteca Tosio Martinengo custodisce numerose opere dei secoli XVII e XVIII: si tratta per lo più di dipinti ‘da cavalletto’, ovvero quadri di piccole dimensioni, destinati a decorare gli interni domestici. I temi e i generi sono spesso derivati – o largamente influenzati – da quella fiamminga e olandese: si tratta di paesaggi e marine, nature morte, dipinti di animali, scene bucoliche e burlesche. A questi soggetti si affiancano, nel solco della tradizione cinquecentesca, i ritratti e le storie sacre e profane. In ambito bresciano, meritano attenzione i cosiddetti "pittori della realtà" come Antonio Cifrondi e Giacomo Ceruti, noto con il soprannome di Pitocchetto per la sua propensione a raffigurare mendicanti e persone di umile estrazione (“pitocchi” appunto), Ceruti trascorse a Brescia gli anni dal 1721 al 1734, realizzando fra l’altro la serie di pitture conosciuta come ‘ciclo di Padernello’, alla quale appartengono I calzolaiLa scuola di ragazzeLa filatrice e L’incontro nel bosco. Pur rientrando nella tradizione della scena di genere, le sue composizioni a tema pauperistico si distinguono, fra l’altro, per la naturalistica restituzione delle fisionomie, mai stereotipate, e per la rinuncia al grottesco, a favore di una intensità espressiva che ha il carattere del ritratto.
 
La sezione Per una nuova Pinacoteca è chiusa definitivamente al pubblico dall’8 gennaio 2018 al fine di preparare e organizzare i lavori di trasferimento delle opere nella sede storica di Piazza Moretto 4 che, finalmente, dopo 9 anni di chiusura, riaprirà al pubblico nel mese di marzo del 2018.
Per chi lo desidera, prosegue la possibilità di fare una piccola donazione per raccogliere i contributi da utilizzare per la manutenzione e il restauro di alcune opere della Pinacoteca Tosio Martinengo, al fine di presentare i dipinti, le sculture e gli oggetti nel loro massimo splendore. Grazie al generoso sostegno di aziende e privati, è stato infatti già possibile finanziare alcuni interventi di restauro, ma ci sono ancora dei dipinti che hanno bisogno di fondi. Si può dare il proprio contributo o direttamente in museo, dove si trova una apposita cassetta: i donatori avranno in omaggio degli speciali gadget con il logo Per una Nuova Pinacoteca - tazze, spille, matite, quaderni, in ricordo della partecipazione per i lavori di riapertura della Pinacoteca – oppure con carta di credito o con bonifico bancario accedendo al sito bresciamusei.com/donate dove si trovano tutte le informazioni.
 
Fondazione Brescia Musei ringrazia tutti coloro che nel corso di quest’anno hanno dato il loro contributo per la nuova Pinacoteca Tosio Martinengo e rinnova gli auguri per un Anno Nuovo che sarà certamente ricco di arte e bellezza.
 
Per informazioni sulle donazioni:
Fondazione Brescia Musei - tel. 030.2400640
bresciamusei.com/donate