Giacomo Grosso. “La Nuda”
Il dossier è dedicato all’esposizione temporanea "La Nuda", parte del programma PTM andata e ritorno di Fondazione Brescia Musei.
A cura di Giulia paletti
Edito da Fondazione Brescia Musei

La temporanea esposizione del dipinto La Nuda di Giacomo Grosso si inserisce come una innovativa variante del programma PTM ANDATA e RITORNO, con cui Fondazione Brescia Musei trasforma le “partenze” collegate alle richieste di prestito in “arrivi” di opere ospiti. In questo caso, l’iniziativa non interessa le sale di palazzo Martinengo da Barco, sede della Pinacoteca, ma quelle di palazzo Tosio, dove il conte Paolo con la moglie Paola Bergonzi raccolse il nucleo originario della quadreria civica bresciana. Nelle stanze della casa del collezionista, oggi sede dell’Ateneo di Brescia Accademia di Scienze, Lettere e Arti, sono abitualmente esposte le opere un tempo appartenute al raffinato mecenate e a lui contemporanee; la partenza di una di queste diviene occasione per esporre un’opera abitualmente custodita nei depositi e che racconta un aspetto singolare della cultura ottocentesca, dando l’opportunità a bresciani e turisti di interpretare secondo nuove chiavi di lettura e inediti punti di vista il patrimonio culturale cittadino.
In questo caso a “partire” è il dipinto Torquato Tasso legge il suo poema alla corte di Ferrara di Francesco Podesti, un’opera commissionata da Paolo Tosio per celebrare uno dei protagonisti della letteratura italiana. L’assenza del dipinto, concesso in prestito per la mostra Ricchezza. Dilemma perenne – ospitata presso la Casa delle Esposizioni di lllegio -, si trasforma nell’opportunità di portare all’attenzione del pubblico un’opera recentemente restaurata e riconsiderata dal punto di vista critico: La Nuda – replica autografa e di grande qualità del prototipo presentato nel 1896 da Grosso alla Triennale di Torino – riflette un gusto collezionistico di matrice borghese, posteriore all’esperienza di Tosio. Il dipinto incarna la sensibilità culturale e i costumi della fine del secolo: attraverso la sua esplicita carica erotica, esemplifica una fase significativa nell’evoluzione della raffigurazione pittorica del corpo femminile.
Questa iniziativa, che consente di portare all’attenzione del pubblico un’opera sin qui poco nota delle collezioni bresciane, conferma e rafforza la sinergia tra Fondazione Brescia Musei e Ateneo di Scienze, Lettere e Arti, rinnovando l’impegno congiunto nella promozione della conoscenza e nella valorizzazione del patrimonio culturale della città, capace di oltrepassare i confini locali e di testimoniare importanti traiettorie della storia socio-culturale italiana.
L’iniziativa è promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Alleanza Cultura, Ateneo di Brescia Accademia di Scienze, Lettere e Arti
Il booklet è consultabile in formato digitale sia in lingua italiana, sia in lingua inglese.
