Questo volume monografico, arricchito da un portfolio fotografico d'autore, conduce alla riscoperta della storia di un capolavoro che ancora oggi custodisce, nel silenzio del marmo, la voce viva dell'Ottocento.

A cura di Elena Cara

Skira editore

Un’iniziativa promossa da: Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Alleanza Cultura
Con il contributo di: Associazione ex dirigenti Banca Lombardia e Piemonte
Sostenitori Pinacoteca Tosio Martinengo: MetalWork, LABA
La Pinacoteca Tosio Martinengo fa parte della: Rete dell’800 Lombardo
Visita con: Abbonamento Musei

Il Laocoonte di Luigi Ferrari è una delle opere più emblematiche della Pinacoteca Tosio Martinengo, frutto della committenza del conte Paolo Tosio, che dopo aver ammirato il modello in gesso all’esposizione braidense del 1837 affidò a Ferrari l’incarico di tradurre in marmo, “alla grandezza del vero”, quel gruppo destinato a diventare un punto di riferimento per la scultura dell’Ottocento. Lungi dal voler replicare il celebre modello antico, Ferrari volle enfatizzarne il contenuto sublime, accentuando la tragedia del padre che tenta di strappare i figli alla morte. La drammaticità delle forme, la vitalità dei corpi e la tensione plastica che attraversa il capolavoro testimoniano la capacità dell’artista di confrontarsi con la classicità e, nello stesso tempo, di parlare con voce intensa al presente. Questo volume monografico, arricchito da un portfolio fotografico d’autore, conduce alla riscoperta della storia di un capolavoro che ancora oggi custodisce, nel silenzio del marmo, la voce viva dell’Ottocento.