Ludovico Mazzolino. “Noli me tangere”
Il dossier è dedicato all’esposizione temporanea Noli me tangere, parte del programma PTM andata e ritorno di Fondazione Brescia Musei.
A cura di: Michele Danieli
Edito da: Fondazione Brescia Musei

La temporanea esposizione del Noli me tangere di Ludovico Mazzolino si inserisce all’interno del programma PTM ANDATA e RITORNO, che vede Fondazione Brescia Musei trasformare le “partenze” collegate alle richieste di prestito in “arrivi” di opere ospiti: un’occasione per accogliere nelle sale della Pinacoteca capolavori che dialoghino con la collezione permanente, dando l’opportunità a bresciani e turisti di reinterpretare costantemente, secondo nuove chiavi di lettura e inediti punti di vista, le sale del Museo.
In questo caso la sala VI della Pinacoteca Tosio Martinengo, dedicata al confronto intessuto tra i bresciani Moretto e Savoldo con il veneziano – ma lungamente attivo a Bergamo, oltre che nelle Marche – Lorenzo Lotto, vede partire la celebre Natività di quest’ultimo per la Casa delle Esposizioni di lllegio, dove figurerà all’interno della mostra Ricchezza. Dilemma perenne.
L’occasione consente di portare all’attenzione del pubblico un’opera delle collezioni civiche da tempo assente dalle nostre sale e, per contro, recentemente esposta presso il Palazzo dei Diamanti di Ferrara alla mostra Il Cinquecento a Ferrara. Mazzolino, Ortolano, Garofalo, Dosso.
Il Noli me tangere si colloca entro la maturità del percorso di Mazzolino, uno dei più importanti interpreti del Cinquecento ferrarese. Si tratta di un artista complesso e di grande fascino, in grado di combinare spunti variegati da Giorgione, Albrecht Durer e Dosso Dossi – oltre che dal repertorio dell’antichità romana – con un approccio originale, talvolta eccentrico, ma sempre supportato da un’evidente raffinatezza pittorica.
Il booklet è consultabile in formato digitale sia in lingua italiana, sia in lingua inglese.
L’iniziativa è promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Alleanza Cultura, in collaborazione con Ateneo di Scienze, Lettere e Arti di Brescia e con il contributo di Regione Lombardia.
