Il dossier è dedicato all’esposizione temporanea Pieter Paul Rubens. Ritratto di Giovan Carlo Doria a cavallo, parte del programma PTM andata e ritorno di Fondazione Brescia Musei.

A cura di: Marie Luce Repetto, Gianluca Zanelli

Edito da: Fondazione Brescia Musei

La temporanea esposizione del Ritratto di Giovan Carlo Daria a cavallo di Pieter Paul Rubens, proveniente dalla Galleria Nazionale della Liguria, si inserisce all’interno del programma PTM ANDATA e RITORNO, che vede Fondazione Brescia Musei trasformare le “partenze” collegate alle richieste di prestito in “arrivi” di opere ospiti: un’occasione per accogliere nelle sale della Pinacoteca capolavori che consentano di approfondire temi legati non solo al percorso espositivo permanente ma anche, più in generale, alla storia della pittura e del collezionismo in città.

In questo caso la sala 1 della Pinacoteca Tosio Martinengo vede partire il celebre San Giorgio e il drago, capolavoro assoluto della pittura del Quattrocento bresciano, per la mostra “San Giorgio. Il viaggio di un santo cavaliere dall’Oriente a Genova” (a cura di Alessandra Guerrini e Luca Leoncini, Anna Manzitti, Gianluca Zanelli con Michele Bacci, Clario Di Fabio, Michel Huynh, Anna Melograni), allestita negli spazi del Teatro del Falcone, all’interno del complesso del Palazzo Reale di Genova. L’occasione consente di presentare per la prima volta a Brescia un dipinto del maestro di Anversa, massimo esponente del Barocco internazionale e tra i più influenti e affermati pittori dell’Età moderna.

Vari elementi consentono di rintracciare una tradizione collezionistica bresciana legata alla figura di Rubens: un suo dipinto raffigurante Ercole che lotta contro il leone di Nemea era conservato nella galleria della famiglia Avogadro e altre opere anticamente attribuite a lui o alla sua scuola arricchivano diverse collezioni private bresciane, tra le quali quella della famiglia Lechi e quella di Paolo Tosio. È grazie al lascito di quest’ultimo che la Pinacoteca può fregiarsi di un bozzetto raffigurante una Testa di vecchia, ricavato – probabilmente a opera di un esponente della bottega – da un prototipo del maestro. Sono inoltre numerosissime le stampe di traduzione di opere dell’artista custodite nelle raccolte civiche, a testimonianza di un costante interesse verso le sue invenzioni.

L’opportunità di ospitare questo capolavoro del Seicento europeo è tanto più fortunata se si considera che, in concomitanza con l’esposizione del ritratto genovese, la Pinacoteca ospita la prima monografica in Italia su Matthias Stom, dal titolo “Matthias Stom. Un caravaggesco nelle collezioni lombarde” (a cura di Gianni Papi). Gli studi sono infatti concordi sul fatto che il pittore, anch’esso originario delle Fiandre, si sia formato proprio nella fiorente bottega rubensiana, salvo poi affermarsi, in Italia, come uno degli ultimi baluardi del naturalismo caravaggesco.

Durante la tenuta della mostra, il volume è disponibile anche presso il bookshop della Pinacoteca Tosio Martinengo.

L’iniziativa è promossa da Comune di Brescia, Fondazione Brescia Musei, Alleanza Cultura, in collaborazione con Palazzo Spinola

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