13 Novembre 2021 / 20 Febbraio 2022

La mostra "La Cina (non) è vicina. Badiucao - opere di un artista dissidente" è la prima personale dedicata a Badiucao, pseudonimo dell'artista-attivista cinese noto per la sua arte di protesta.

La mostra

La mostra, a cura di Elettra Stamboulis, allestita al Museo di Santa Giulia, ripercorre l’attività dell’artista dissidente Badiucao dagli esordi alle opere più recenti, attraverso una settantina di opere divise in cinque sezioni (Cina, Hong Kong, Uiguria, Myanmar, Mao Nostalgia).

Dalle installazioni multimateriali e multimediali alle tele, dalle opere grafiche ai cartoon, con un linguaggio artistico pop, giovane e moderno, le opere di Badiucao restituiscono al visitatore, con pungente ironia, una mappa geopolitica dell’Asia orientale.

La mostra, prima personale di impianto curatoriale dell’artista in Occidente, rappresenta l’evento espositivo di punta della IV edizione del Festival della Pace di Brescia e si inserisce nel format di Fondazione Brescia Musei dedicato al rapporto tra arte contemporanea e diritti umani.

Chi è Badiucao?

Nato in Cina nel 1986 e cresciuto nella città di Shangai, Badiucao è un popolare e prolifico artista politico cinese. Nel 2009 emigra a Melbourne, in Australia, per realizzare i suoi primi disegni satirici in anonimato, sotto lo pseudonimo di Badiucao. Utilizza tutti i medium, ma lo strumento più potente di diffusione del suo messaggio rimane Twitter, che inizia a utilizzare dopo essere stato censurato per tre volte in Cina sul sito di microblogging Weibo. Paragonato a Banksy per la dirompente critica alla società moderna, ha svelato la sua vera identità il 4 giugno 2019 (data in cui ricorre l’anniversario dell’eccidio della piazza Tien An Men) durante la presentazione del documentario su di lui China’s Artful Dissident.

Le opere

Arte e diritti

La mostra segna la seconda tappa di un percorso espositivo di Fondazione Brescia Musei iniziato nel 2019 con la mostra Avremo anche giorni migliori. Zehra Dogan. Opere dalle carceri turche. La mostra dell’artista turca, che ha trovato spazio nelle sale del Museo di Santa Giulia dal 16 novembre 2019 all’8 marzo 2020, ha infatti aperto la strada a un nuovo format sviluppato nell’ambito del Festival della Pace di Brescia che guarda all’arte contemporanea come elemento per narrare, comprendere ed affrontare le questioni del nostro tempo.

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