Un viaggio attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia, dall’età preistorica a oggi.

Unico in Italia e in Europa per concezione espositiva e per sede, il Museo della città, allestito in un complesso monastico di origine longobarda, consente un viaggio attraverso la storia, l’arte e la spiritualità di Brescia dall’età preistorica ad oggi in un’area espositiva di circa 14.000 metri quadrati.

Il Museo

All’interno del complesso monumentale sono allestite le sezioni museali, in ordine cronologico e tematico, con migliaia di opere straordinarie dal IV millennio a.C. al Settecento.

I percorsi di visita si snodano negli spazi monastici aprendosi in luoghi ed edifici particolarmente significativi quali, ad esempio, un’area archeologica con due abitazioni di età romana (I-III secolo d.C.), la basilica longobarda di San Salvatore (VIII secolo d.C.), il Coro delle monache (inizio del XVI secolo) e l’Oratorio romanico di Santa Maria in Solario (XII secolo), nel quale le monache custodivano il tesoro del monastero, di cui ancora rimangono la Lipsanoteca, un prezioso contenitore in avorio per reliquie, e la Croce di Desiderio ornata da 212 gemme, opera di oreficeria carolingia.

La basilica di San Salvatore

La basilica di San Salvatore è una delle testimonianze più importanti dell’architettura religiosa longobarda. Nel progetto di re Desiderio, che nel 753 d.C. fondò il monastero dedicandolo a San Salvatore, e più tardi facendovi collocare le spoglie della martire Santa Giulia, la chiesa-mausoleo doveva porsi come uno dei simboli del potere dinastico della monarchia e dei ducati longobardi. Le indagini archeologiche condotte all’interno dell’edificio hanno messo in luce non solo parte delle sue murature originarie, ma anche resti di una domus romana (I-IV secolo d.C.), alcune strutture riferibili alla prima età longobarda (568-650) e le fondazioni di una chiesa più antica, ora parzialmente visibili.

Il campanile fu innalzato intorno al 1300. Nel sec. XIV furono aperte le cappelle nel fianco settentrionale. La facciata fu demolita nel 1466 per costruire, a un livello superiore, il coro delle monache (attualmente annesso alla chiesa di Santa Giulia), il cui piano inferiore funge da atrio di San Salvatore.

L’interno della basilica è diviso in tre navate da colonne di età romana in marmi policromi sormontate da ricchi capitelli; gli archi che le uniscono erano completamente rivestiti da stucchi ornati da motivi vegetali. Gli affreschi sulle pareti, dei quali sopravvivono ampi brani, riproducevano scene dell’infanzia della vita di Cristo e dei martiri le cui reliquie erano custodite nella cripta.

Sulla controfacciata e in una delle cappelle sono visibili affreschi attribuiti a Paolo da Caylina il Giovane; alla base del campanile gli affreschi del Romanino che raffigurano episodi della vita di Sant’Obizio (1525 circa).
Nella parete destra è ricavata una nicchia, affrescata nel sottarco: si tratta di una tomba ad arcosolio, attribuita dalla tradizione alla regina Ansa. La cripta fu costruita forse nel 762-763 e ampliata nel sec. XII per l’elevato numero di reliquie che conteneva.

All’interno di questo ambiente si trovano frammenti di lastra con pavone, esempio raffinato di scultura, dove l’eleganza ispirata all’arte bizantina ed un certo naturalismo di derivazione tardoantica, si accompagnano a modi e temi della cultura longobarda.

Il coro delle Monache

Il Coro, nobile ambiente affrescato entro il quale le monache benedettine del monastero di Santa Giulia per secoli hanno assistito, non viste, alle funzioni religiose, è parte integrante del Museo di Santa Giulia.

Questo sontuoso luogo di culto, articolato su due livelli, venne innalzato tra Quattrocento e Cinquecento in ottemperanza alle esigenze dettate dalla regola benedettina. Le pareti sono riccamente decorate da affreschi di Floriano Ferramola e di Paolo da Caylina il Giovane, con un programma iconografico ispirato al tema della salvezza, trattato con scene dell’infanzia di Gesù, della passione e della resurrezione e con altri soggetti attinenti, intervallati da immagini devozionali. L’insieme risulta fortemente unitario e di grande suggestione cromatica ed evocativa.

Fra le opere di maggior interesse, esposte in questo settore museale dedicato alla scultura e ai monumenti funerari di età Veneta, si può trovare il grande Mausoleo Martinengo, capolavoro di scultura, tra i più rappresentativi della stagione rinascimentale in territorio lombardo.

La chiesa di Santa Maria in Solario

L’oratorio di Santa Maria in Solario, di forme romaniche, venne costruito verso la metà del XII secolo come luogo di culto privato delle monache. A pianta quadrata, con massiccia muratura in conci di medolo, con inseriti frammenti d’iscrizioni romane, il sacello è sormontato da un tiburio ottagonale con una loggetta cieca, sorretta da colonnine e capitelli altomedievali (sec. VIII – IX d.C.).

Una suggestiva scala all’interno della muratura collega i due livelli dell’oratorio. L’architettura del pian terreno è caratterizzata da una grande ara romana con funzione di pilastro centrale: vi sono esposti visibili preziosi oggetti dedicati al culto delle reliquie che costituivano il tesoro, anche spirituale, del monastero, come la Lipsanoteca, cassetta d’avorio decorate a rilievo (IV secolo d.C.) e la crocetta reliquario in oro, perle e pietre colorate (X secolo d.C.).

Il piano superiore, caratterizzato da un’atmosfera raccolta, era destinato ad ospitare i momenti più importanti della liturgia monastica. Sotto una volta stellata affrescata, come le pareti, da Floriano Ferramola tra il 1513 e il 1524, è possibile ammirare la Croce di Desiderio, rara opera di oreficeria della prima età carolingia (IX secolo d.C.), con 212 gemme, cammei e paste vitree databili dall’età romana al XVI secolo.

Le domus dell’Ortaglia

Le domus dell’Ortaglia sono parte di un quartiere romano residenziale, situato sui terrazzamenti del colle Cidneo, tra l’area pubblica monumentale e le mura orientali di Brixia, l’antica Brescia.

Intorno ad atrii lastricati in pietra sono distribuiti gli ambienti di rappresentanza, quelli della vita privata e quelli di servizio, con mosaici ed affreschi secondo modelli decorativi analoghi a quelli di Roma e Pompei, affacciati sui viridaria e gli orti estesi verso le mura. I vani più importanti sono dotati di un impianto di riscaldamento a parete ed a pavimento; una fitta rete di condutture in piombo, derivata da uno degli acquedotti urbani, garantiva acqua corrente ai vani di servizio ed alle fontane, rinvenute anche all’interno delle sale più rappresentative, a testimonianza dell’alto livello sociale e culturale dei proprietari.

Le domus rimasero in uso dal I al IV secolo d.C., quindi subirono un progressivo degrado fino all’abbandono per diventare, con i Longobardi, area demaniale regia e poi ortaglia del convento del monastero di Santa Giulia.

L’alto livello di conservazione di strutture murarie e piani pavimentali, nonché la prossimità al Museo di Santa Giulia, hanno favorito la progettazione di un percorso espositivo omogeneo, che consente ai visitatori di passare senza soluzione di continuità dai settori archeologici del museo all’interno delle domus, protette da una grande struttura contemporanea che mantiene inalterati i parametri conservativi e che consente una corretta lettura del sito oltre a un’ottimale percezione dei suoi rapporti con la città antica.

Il Viridarium

Dall’area museale delle Domus dell’Ortaglia, gettando uno sguardo verso l’esterno, è possibile cogliere in tutta la sua particolarità il Viridarium,  il giardino delle abitazioni dell’antica Brixia.

Partendo dagli scavi archeologici, che hanno restituito alla luce spazi quadrangolari delimitati da muretti, verosimilmente gli horti delle case romane, è stato possibile proporre ai visitatori le aree verdi adiacenti alle domus, come dovevano essere duemila anni fa. Se infatti in epoca più antica gli horti erano terreni prevalentemente produttivi, in cui venivano coltivati alberi da frutto ed erbe aromatiche, dal I secolo a.C. si afferma il gusto del giardino ameno, il viridarium, con fiori e specie arboree a scopo decorativo e contemplativo.

In concomitanza con l’allestimento museale delle domus, archeologi, botanici e architetti si sono cimentati per ricreare in Santa Giulia, su un’area di oltre 3.000 mq, un orto-frutteto e un viridarium con specie arboree diffuse e utilizzate in epoca romana per scopi ornamentali, culinari o terapeutici.

Lungo percorsi pavimentati con lastre di pietra, seguendo una geometria semplice e ordinata, nell’hortus sono stati messi a dimora alberi da frutto fra cui la vite (protagonista dei mosaici della domus di Dioniso), il fico, il melo e il cotogno, il pero, il nespolo, insieme al susino, al pesco e al melograno, ingredienti immancabili nelle ricette di epoca latina, oltre che simboli emblematici della civiltà mediterranea.

Nel Viridarium, invece, per ricreare l’atmosfera in cui si immergevano gli abitanti dell’antica Brixia, catturano lo sguardo siepi geometriche di bosso e di lauro, pianta consacrata ad Apollo, insieme a cespugli di oleandro, viburno e mirto.
La rosa nelle sue varietà più antiche, quale elemento di spicco in ogni giardino romano, rappresenta la macchia cromatica più significativa, nelle diverse specie fra cui la canina, la gallica e la muschiata, che avvolgono con profumi e colori, oggi come al tempo del divo Augusto.
Proseguendo verso le mura romane, sono stati posizionati reperti frutto dei lavori di scavo nelle diverse aree cittadine, quali iscrizioni, altari votivi, fregi, monumenti funerari e grandi sarcofagi, attorniati da olmi, cipressi e filari di acanto.

Arte contemporanea nel viridarium: gli spazi verdi esterni alle domus accolgono installazioni di arte contemporanea che sono state acquisite nel corso degli anni: il Terzo Paradiso di Michelangelo Pistoletto (2015), Untitled di Ariel Schlesinger (2019), Nike Metafisica di Francesco Vezzoli (2021).

Dal 25 giugno 2011 il complesso monumentale di San Salvatore – Santa Giulia e il Parco archeologico di Brescia romana sono iscritti nella Lista del Patrimonio mondiale, promossa dall’Unesco nel sito seriale “I Longobardi in Italia. I luoghi del potere (568 – 774 d.C.)”.

Nell’area si conservano, infatti, numerose tracce delle fasi altomedievali (fornaci per ceramica, sepolture, modeste abitazioni) che testimoniano la lunga vita di quest’area.

Santa Giulia 360°

Fotografie a 360° realizzate da © Pietro Madaschi, Italy – www.360visio.com su concessione di Fondazione Brescia Musei

Collezione

Su circa 14.000 mq, lungo un percorso cronologico, sono presentate circa 12.000 opere che permettono di seguire la storia di Brescia dal III millennio a.C. sino all’età rinascimentale.

Le opere, provenienti da contesti della città e dell’immediato territorio, o da lasciti di collezionisti bresciani, sono organizzate in ordine cronologico e tematico. In particolare quelli esposti nelle sezioni archeologiche rimandano ad architetture monumentali dell’antica Brixia, visitabili nel vicino Parco Archeologico. Tra le opere esposte in Santa Giulia alcune costituiscono una testimonianza di valore universale, per importanza storica e rarità, quali ad esempio, le teste ritratto in bronzo, i dittici tardoantichi in avorio e la Croce di Desiderio.

Mostre ed eventi

Informazioni

È consigliato l’acquisto del biglietto online poiché le norme relative al contingentamento prevedono l’ingresso di un numero limitato di visitatori.

 

Per motivi di conservazione delle opere del museo, la temperatura delle sale si attesta attorno ai 20°C.
Si consiglia pertanto ai visitatori di portare un capo per coprirsi durante la visita.

Prezzi

Intero
€ 13,00
Gruppi (da 10 a 30 persone) e Convenzioni
€ 10,50
14-18 anni, Over 65, Studenti universitari e accademie
€ 8,50
Gruppi adulti
€ 7,50
6-13 anni
€ 6,00
Gruppi scuola
€ 3,00
Bambini fino a 5 anni, guide turistiche abilitate, giornalistici e pubblicisti (a fronte di esibizione della tessera dell’Ordine), persona disabile (con disabilità al 75%) e accompagnatore, titolare di Desiderio Card, titolare di Brescia Card, titolare Abbonamento Musei Lombardia, socio ICOM, n.1 capogruppo per gruppo, n.2 docenti per scolaresca
Gratuito
Abbonamenti (Brescia Card e Abbonamento Musei Lombardia)
Gratuito
Giovedì universitario (ingresso gratuito per gli studenti ogni giovedì pomeriggio dalle 14.00)
Gratuito
Studenti universitari muniti di strumenti da disegno per la realizzazione di copie delle opere
Gratuito
In occasione del giorno del proprio compleanno (a fronte di esibizione del solo documento d’identità)
Gratuito
Dal primo dicembre, il venerdì l’ingresso è gratuito per tutti i bresciani (nati e/o residenti a Brescia e provincia)
Gratuito
Presentando il biglietto di questo museo ad altri musei civici, in giornata ed entro le 17:00, verrà applicata una riduzione

Biglietto congiunto Museo di Santa Giulia + Brixia. Parco Archeologico

Intero
€ 15,00
Ridotto
€ 10,00
Ragazzi da 6 a 13 anni
€ 4,50
Gratuito
€ 0,00

Orari

Ultimo ingresso alle ore 17.15

Martedì, mercoledì, giovedì, venerdì, sabato, domenica
10:00 – 18:00
Lunedì (non festivi)
Chiuso

Info e prenotazioni

Nell’impossibilità di effettuare la prenotazione si consiglia di contattare il CUP – Centro Unico Prenotazioni (lunedì – domenica, dalle 10 alle 18)

T. 030 2977833
T. 030 2977834
E. cup@bresciamusei.com

Come arrivare

via Musei, 81/b – Brescia

In Autobus e Metropolitana

  • in autobus: per visualizzare le corse degli autobus consulta il sito Brescia Mobilità
  • in metro: fermata Piazza Vittoria + 10 minuti a piedi

In Taxi

Radio Taxi Brixia
tel. (+39) 030.35111

Parcheggi auto

  • Arnaldo, piazzale Arnaldo
  • Goito, via Spalto San Marco
  • Fossa Bagni, via Lombroso
  • Agip, Piazza Vittoria
  • Castellini, via Castellini

Per visualizzare tutti i parcheggi e le zone ZTL consulta il sito Brescia Mobilità

Bicimia

Per usufruire del servizio consulta il sito Brescia Mobilità

In Treno

Raggiungici in treno, poi dalla Stazione ferroviaria di Brescia:
  • a piedi: 20 minuti seguendo le indicazioni per il centro, piazza Duomo e via Musei
  • in metro: fermata Piazza Vittoria (direzione Prealpino) + 10 minuti a piedi

In Aereo

Aeroporto Gabriele D’Annunzio di Brescia
(20 Km da Brescia)

Aeroporto Orio Al Serio di Bergamo
(56 Km da Brescia)

Aeroporto Valerio Catullo di Verona
(70 Km da Brescia)

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